Allergie ai pollini: ecco il sollievo che può dare un betaglucano potenziato al di là di tanti irreali slogan pubblicitari.

Allergie ai pollini: ecco il sollievo che può dare un betaglucano potenziato al di là di tanti irreali slogan pubblicitari.

Ok, lo ammetto.

Non sono allergico e quindi non posso capire.

Quando arriva la primavera con tutta la sua esplosione di colori e di fiori, io sono veramente contento.

Non mi rendo conto che lo sbocciare della bella stagione può invece provocare un’ondata tremenda di malessere negli allergici.

E la situazione negli ultimi anni non è migliorata, anzi, si è aggiunta un’altra pianta ad aggravare la tortura degli allergici: l’ambrosia (del genere A. psilostachya e A. Artemisiifolia).

Confesso che diverso tempo fa, quando sentivo la parola “ambrosia”, pensavo solo all’abbinata “nettare e ambrosia”, il cibo mitologico degli dei.

Nella realtà, però, questa pianta è tutt’altro che divina: è infatti un’erba infestante proveniente dall’America  che attecchisce soprattutto in terreni incolti.

Ben conosciuta dagli allergici americani, purtroppo ha contribuito ad aumentare i casi di allergia anche in Italia, soprattutto nei bambini.

Per di più, grazie proprio all’ambrosia, il periodo delle allergie oggi si prolunga arrivando fino all’inizio dell’autunno.

Una gran brutta seccatura per chi è sensibile a questa esplosione di pollini.

I miei amici che ne soffrono me lo ripetono di continuo.

Il problema non è dato solo da quella raffica di starnuti che sembra interminabile.

Nemmeno l’occhio arrossato e lacrimante completa il quadro.

Purtroppo devi anche aggiungere, molto spesso, una stanchezza mortale che spossa all’inverosimile unita ad un intontimento simile a quello di un pugile suonato.

Il risultato è un umore peggiore di quello di un rinoceronte incattivito. E le notti passate in bianco o fortemente disturbate dai sintomi dell’allergia, non fanno altro che peggiorare le cose.

Non puoi fare a meno dell’antistaminico, sperando di prenderne uno che non ti rimbecillisca ancor più dell’allergia stessa.

Ma c’è qualcos’altro che ti potrebbe aiutare contro le allergie ai pollini? Magari di naturale?

Ad ascoltare quello che si legge in giro sui rimedi naturali, sembra che tu possa immediatamente buttare nel cestino i tuoi antistaminici e risolvere tutto con qualche pianta o frutto.

Come spesso accade nel mondo del “naturale”, l’informazione sui rimedi contro le allergie fa acqua da tutte le parti:

  • Chi si lancia e proclama, azzardato, l’esistenza di antistaminici naturali che assicurano con assoluta certezza la possibilità di sostituire i farmaci veri e propri. Ma non esistono studi.
  • Chi invece elenca una serie di piante che hanno sì qualche attività antiallergica, ma in realtà con dimostrazioni scientifiche solo in provetta o sugli animali.
  • Chi poi cita la pianta giusta ma genera confusione perchè sbaglia parte della pianta.

Prendi ad esempio il ribes nero e come stravolgono la sua utilità: lo so che uno dei preparati che vanno di più è quello a base di gemmoderivati. Purtroppo però non è quella la parte della pianta che ha dimostrato di avere una certa attività antiallergica.

Quanto piuttosto l’olio estratto a freddo dai semi di ribes.

Ancora una volta regna il caos su quali rimedi naturali potrebbero aiutarti contro le allergie, e quanto funzionano.

Un sacco di promesse e neanche lo straccio di una prova, di uno studio scientifico…

E non credo che tu abbia la pazienza di sorbirti tutto questo far west sulle piante anti allergie. Soprattutto se il prurito al naso che cola e il fastidio agli occhi che lacrimano, ti ricordano che vorresti leggere qualcosa di serio senza perdere né il tempo né la pazienza. (E alla fine nemmeno i soldi, comprando qualcosa di inutile)

Eppure ci sono diverse piante o sostanze naturali che hanno studi promettenti contro le allergie.

Tra queste, ad esempio, ci sono i betaglucani di alcuni funghi medicinali e lieviti, che hanno già dimostrato in vari studi di attivare l’intero sistema immunitario. Sono infatti potenti attivatori di globuli bianchi (macrofagi e neutrofili) aumentando la resistenza alle infezioni.

E hanno dimostrato anche di intervenire contro le allergie.

Infatti ci sono svariati studi sui betaglucani e la loro azione benefica anche in campo allergico. (Yamada e al.  J. Allergy Clin. Immunol. 2007, Szabo et al. Immunol. Lett. 2000, Sarinho Allergol. Immunopathol 2009, Damiani et al. Minerva Pediatr. 2011)

Ma c’è di più.

Un particolare sistema di purificazione dei betaglucani dal lievito di birra è riuscito a potenziarli.

Ha cioè liberato i betaglucani da altre sostanze che intralciavano e frenavano la loro azione, e ha conservato allo stesso tempo la loro stuttura ramificata, molto attiva.

Questo betaglucano così potenziato è stato testato in varie situazioni che mettono a dura prova il sistema immunitario, e ha mostrato tutti i suoi benefici.

In diversi studi, infatti,  ha rinforzato le resistenze contro le infezioni alle alte vie respiratorie, anche in soggetti stressati e addirittura negli sportivi dopo sforzi intensi.

Senza addentrarci nel meccanismo d’azione di questo betaglucano, sono certo che a te interessa sapere, più che altro, quanto funziona nelle allergie. Cosa può fare in concreto per portare sollievo contro tutta quella serie di disturbi provocati dai pollini.

E non nei vetrini o nelle provette. E nemmeno nelle cavie di laboratorio.

Ma nell’uomo.

Perciò veniamo ai risultati.

In un lavoro recente, durato 4 settimane, è stato testato su una cinquantina di persone allergiche all’ambrosia. (1)

E dopo i 28 giorni di osservazione i risultati positivi ci sono stati, eccome:

  • Riduzione del 28% dei sintomi allergici

  • Riduzione del 52% della severità dei sintomi

Ma i vantaggi non sono finiti qua.

Nello studio hanno verificato anche una diminuzione di tutti quegli stati negativi dell’umore legati alle allergie: tensione, depressione, rabbia, affaticamento e confusione. Contemporaneamente è migliorato lo stato generale di benessere e l’energia. Anche i disturbi del sonno sono calati, grazie alla diminuzione evidente dei sintomi nasali e oculari dell’allergia.

A questo punto, se mi adeguassi al livello di disinformazione che c’è in giro potrei sparare affermazioni azzardate come:

“Ecco a te l’antistaminico naturale!”

“Mai più farmaci contro la tua rinocongiuntivite allergica, solo un prodotto naturale!”

Sarebbero solo esagerati e allineati coi i tanti proclami che trovi in giro simili a questi, e magari riferiti a rimedi che hanno solo debolissime prove scientifiche contro le allergie.

Questo studio invece, grazie anche al resto della letteratura scientifica su cui poggia, suggerisce che questo betaglucano così potenziato potrebbe aiutarti a ridurre i sintomi dell’allergia.

E cioè:

  • Il betaglucano potenziato può ridurre la tortura al naso e agli occhi, senza che tu abbia sempre le mani sul viso per stropicciarli;

  • può aiutarti a passare delle notti più tranquille senza che ti rigiri continuamente senza pace tra le lenzuola;

  • Può aiutarti ad attenuare l’intontimento e a migliorare l’umore continuamente incattivito dai sintomi allergici

Insomma un aiuto al tuo organismo perchè aumenti le sue risorse per contrastare l’allergia, non certo la soluzione totale e definitiva per tutti!

Nello studio sono bastati 250mg al giorno di betaglucano potenziato.

Noi invece, per aiutare anche chi ha un peso corporeo importante, abbiamo deciso di preparare un prodotto con 300mg di questo betaglucano potenziato, per ogni compressa.

Il risultato è il rimedio biopotenziato che trovi qua => https://www.bioeleva.it/prodotto/immunoeleva


(1) Talbott, S., Talbott, J., Talbott, T., Dingler, E. 2012. ß-Glucan supplementation, allergy symptoms, and quality of life in self-described ragweed allergy sufferers. Food Science & Nutrition 2013; 1(1): 90–101 
Non puoi permetterti troppi giorni di malattia perché fai il giocoliere coi mille impegni, il lavoro e la tua famiglia? Ecco cosa può fare per te un betaglucano potenziato naturale.

Non puoi permetterti troppi giorni di malattia perché fai il giocoliere coi mille impegni, il lavoro e la tua famiglia? Ecco cosa può fare per te un betaglucano potenziato naturale.

“Driiing!”

“Scusi un attimo che rispondo al telefono”

Mi disse il medico con cui stavo parlando dall’altra parte della scrivania.

Ero nel suo ambulatorio per lavoro e la telefonata aveva interrotto una discussione su un nuovo studio scientifico appena uscito.

Mentre attendevo, lo vidi animarsi e alzare la voce al telefono: parlava di giorni di malattia, di ingiustizie, di come l’altro non dovesse tirare troppo la corda ecc…

Quando posò la cornetta mi guardò infuriato e si sfogò.

”È mai possibile? In due mesi è la quinta volta che questo qui mi chiede i giorni di malattia. E per cosa? Una volta ha un po’ di mal di gola, un’altra del semplice raffreddore. Un altro giorno vado a casa sua perchè aveva un febbrone da cavallo, diceva lui. 37 gradi aveva! Non so come fa a non essere licenziato!”

E poi giù a brontolare su come due o tre personaggi così gli rovinassero la giornata.

Quando invece aveva molti altri suoi pazienti che, pur di non saltare un giorno di lavoro, uscivano di casa con febbre e bronchite.

E il lavoro, spesso, non è l’unico motivo per cui non ci si può permettere di ammalarsi.

Con i ritmi frenetici di oggi dovremmo avere tutti un personal trainer che ci aiuta a tenerci in forma 7 giorni su 7. Perchè se sul lavoro il carico di stress è aumentato negli ultimi anni, in famiglia non è certo diminuito.

Magari anche tu devi coordinare una marea di incombenze incastrando i tuoi impegni con quelli dei figli: la scuola, le loro attività sportive, il tempo che vorrebbero stare con te. E più sono piccoli, più sono affamati di questo tempo col genitore.

Tra l’altro questi momenti insieme devono anche essere di qualità, non brandelli di giornate dove sei così stanco e irritabile da dare il peggio di te. Proprio coi figli.

Oppure nella tua giornata devi inserirci anche la passeggiata col cane o la visita al parente da accudire. E magari vorresti anche stare un po’ con gli amici, per riprenderti un po’; e in più, riuscire a fare un minimo di attività fisica per stare meglio e attenuare lo stress.

Le continue infezioni soprattutto del periodo invernale, però, potrebbero far saltare tanti progetti e tanti impegni incastrati tra loro.

Certo, un’alimentazione attenta al giusto apporto di vitamine, ad esempio, ti aiuta moltissimo. Così come continuare a fare un po’ di attività fisica, anche d’inverno.

Ma quante volte la frenesia o l’accumulo di impegni ti costringe a mangiare velocemente quello che puoi e a saltare la passeggiata o la corsa in programma?

Esiste un ingrediente naturale che potresti integrare per aiutare il tuo organismo ad affrontare le sferzate dei malanni di stagione e saltare meno impegni possibili?

A sentire la pubblicità o a leggere gli articoli sulle riviste, di soluzioni ce ne sono a bizzeffe: da soli, in combinazione, come ingredienti fantastici di ricette magiche…

Ma tu vuoi qualcosa di più di un semplice slogan pubblicitario e di una promessa di benessere, che non sai se viene mantenuta.

Perchè quando ti chiedi se funzionerà, vorresti una risposta seria! Magari con qualche prova.

Invece le risposte più comuni sono del tipo:

  • È un rimedio conosciutissimo da tempo…
  • La tradizione millenaria di quel popolo assicura che…
  • Vedrai che di sicuro starai meglio…
  • Il super integratore ti terrà lontano da tutti i malanni…

Insomma prove di efficacia, gran poche.

Ti potresti allora affidare all’amica che ha preso altre volte un certo prodotto ed è stata benissimo.

O  potresti ascoltare la farmacista che te lo consiglia chiedendoti di fidarti della sua professionalità.

Anche così, però, di prove che un certo rimedio possa funzionare non ne vedi molte.

E tu hai proprio bisogno di un prodotto che possa aiutarti realmente.

Perciò succede che, per sfinimento, non prendi niente incrociando le dita e sperando che i malanni ti risparmino. Oppure, per disperazione, finisci per testare qualche prodotto, sperando di trovare la giusta soluzione. Sempre con le dita incrociate.

E se tu potessi avere qualche informazione in più rispetto a vaghe promesse di benessere? Qualche prova in più che un rimedio possa essere valido?

Ad esempio potresti leggere di uno studio(1) condotto su soggetti sani dai 18 ai 65 anni che hanno preso un certo rimedio naturale durante la stagione fredda.

In questo lavoro scientifico sono stati valutati anche i giorni di lavoro (o di scuola) saltati a causa delle infezioni del periodo invernale.

Lo studio è stato condotto confrontando questi soggetti con persone che avevano preso il placebo, senza che nessuno di loro sapesse cosa stava realmente assumendo, tra il rimedio o il placebo.

Questo per evitare condizionamenti psicologici.

È una procedura tipica degli studi più seri e rigorosi.

Il rimedio oggetto dello studio è il carboidrato estratto dal lievito di birra, che prende il nome di 3,6 betaglucano. Lo stesso ingrediente che trovi nei funghi medicinali.

Ma in questo caso il betaglucano è potenziato grazie ad un  particolare brevetto di purificazione.

Infatti è vero che sono parecchi gli studi scientifici sull’azione immuno-modulante del 3,6 betaglucano.

Spesso però la sua attività viene limitata e attenuata dalle altre sostanze a cui è legato nel fungo o nel lievito.

Ecco perchè un’equipe di scienziati, dopo anni di ricerca e milioni di dollari spesi, sono riusciti a trovare un sistema per purificare ed estrarre questo betaglucano in modo che possa esprimere la sua azione al massimo. Diventando così un  betaglucano potenziato.

Ed è proprio questo ingrediente così potenziato che è stato oggetto dello studio.

Dopo i tre mesi  di test, questo rimedio naturale ha dato meno casi di febbre rispetto al placebo (0 contro 3,5) e meno giorni di lavoro saltati (0 contro 1,38)

Ma uno studio solo è come una rondine: non fa primavera.

Questo lavoro scientifico, però, non è così solo.

Infatti ricalca i risultati positivi ottenuti in altri studi dove il betaglucano potenziato:

  • aveva ridotto ad esempio del 22% il numero di persone con sintomi di infezioni alle vie respiratorie (2),

  • o del 58% l’intensità dei sintomi (3)

  • o del 18% il numero di giorni con sintomi (4) .

Sempre rispetto a chi aveva preso il placebo.

E questi sono solo alcuni degli studi positivi condotti su questo betaglucano potenziato.

Le rondini  perciò sono più di una, come lo sono le prove di quanto agisce questo ingrediente naturale, grazie anche al potenziamento della sua azione.

Ecco perchè ho deciso di renderlo l’ingrediente principale del rimedio naturale biopotenziato che puoi trovare qua => https://www.bioeleva.it/prodotto/immunoeleva

Biopotenziato perchè:

  • utilizza un betaglucano potenziato senza additivi artificiali o OGM
  • al dosaggio anche superiore a quello che ha mostrato di funzionare nella maggior parte degli studi scientifici
  • In compresse studiate per concentrare e proteggere dalle alterazioni questo betaglucano potenziato.

Se ci tieni a ridurre al minimo i giorni di malattia o i sintomi dei malanni di stagione, potrebbe darti un valido aiuto.

Se vuoi altre informazioni su questo rimedio naturale o lo vuoi acquistare, trovi tutto qui: https://www.bioeleva.it/prodotto/immunoeleva


(1) Feldman, S. e al.  Randomized Phase II Clinical Trials of Wellmune WGP® for Immune Support During Cold and Flu Season. The Journal of Applied Research 2009. 9:20-42.
(2) Talbott S. e al. Beta 1,3/1,6 Glucan Decreases Upper Respiratory Tract Infection Symptoms and Improves Psychological Well-being in Moderate to Highly-Stressed Subjects.Agro Food Industry Hi-Tech. 2010 21:21-24. 
(3) Talbott, S.e al. Baker’s Yeast Beta-Glucan Supplement Reduces Upper Respiratory Symptoms and Improves Mood State in Stressed Women. Journal of the American College of Nutrition, August 2012, vol 31, no. 4, 295- 300.
(4) Fuller e al. Influence of yeast-derived 1,3/1,6 glucopolysaccharide on circulating cytokines and chemokines with respect to upper respiratory tract infections. Nutrition 2012 28: 665–669.
Un altro studio su come puoi contrastare efficacemente questi sintomi di stress: le continue ricadute di raffreddore, mal di gola, febbre e affaticamento fisico e mentale.

Un altro studio su come puoi contrastare efficacemente questi sintomi di stress: le continue ricadute di raffreddore, mal di gola, febbre e affaticamento fisico e mentale.

“Se qualcosa può andar male, lo farà.”  Prima legge di Murphy.

Se ti sorprendi a pensare spesso e seriamente a questa frase o a qualche sua variante, probabilmente lo stress ti sta già stringendo in una morsa asfissiante da un po’ di tempo.

Avevo un amico che incarnava perfettamente questa figura.

Lo incontravo ogni tanto quando camminano per il centro della mia cittadina. Puntualmente si fermava a salutarmi e ad aggiornarmi sulle sue ultime vicissitudini.

Ed era sempre una catena di sfortune, imbrogli e ingiustizie che lo perseguitavano.

Il culmine del racconto lo vedeva quasi sempre ammalato, tra i primi a beccarsi i malanni di stagione, mentre era sommerso da tutti gli altri guai.

Sì, ammetto che la conversazione con lui mi drenava parecchia energia ed entusiasmo. Ma per qualche minuto resistevo, se non altro per dargli qualche consiglio da amico.

Era impressionante, comunque, quanto spesso si ammalava.

Sembrava un accanimento della iella, il colpo di grazia finale di una sadica sfortuna.

In realtà è da un po’ che la scienza ha dimostrato che lo stress, soprattutto quando ti tormenta in maniera continuata, manomette senza troppi complimenti il tuo sistema immunitario.

Così non si verificano solo certe forme di somatizzazione dello stress, come i disturbi gastrici e della pelle.

Ma tra i più comuni sintomi di stress, ti possono capitare frequenti ricadute di episodi di raffreddore, tosse, mal di gola, febbre.

E naturalmente gli acciacchi fisici accrescono a loro volta lo stress creando un circolo vizioso. È un attimo ritrovarsi col viso affondato nelle mani per la disperazione.

Io sono il primo a dire che in questi casi la cosa migliore è intervenire sulle cause dello stress. Ben venga tutto ciò che ti può aiutare mentalmente ad affrontarlo.

Magari non puoi modificare le cose che ti accadono. Ma puoi benissimo lavorare ad esempio sulla percezione che hai di esse. Sul calibrare meglio la tua sensibilità. Da essa infatti dipende il carico di stress.

È incredibile, poi, quanto il movimento, come una passeggiata o una corsetta, riescano a condizionare in positivo il tuo umore. E quindi anche la capacità di affrontare e tollerare le pressioni sul lavoro e nella vita privata.

Per non citare poi gli effetti benefici di esercizi di equilibrio emozionale, o psicofisico come lo yoga.

Un aiuto facile e immediato, nel frattempo, lo puoi avere spezzando quel circolo vizioso creato dall’abbassamento delle difese immunitarie. Che, come ho detto, è uno dei principali sintomi di stress.

Potresti così riuscire a rinforzare fin da subito le difese indebolite del tuo organismo. In questo modo ti troveresti più in forze per affrontare le difficoltà quotidiane. Non saresti oppresso da un senso di confusione e smarrimento che un forte raffreddore o un mix di infezioni ti regalerebbero.

Per esempio, prima ti ho parlato di movimento e attività fisica per dare al tuo cervello quel grado di ossigenazione e di carica che ti servono per affrontare lo stress.

Ma se sei malato, col cavolo che esci di casa anche solo per una passeggiata. E un forte mal di gola e raffreddore non ti invogliano certo a fare due passi.

Come puoi aiutare, allora, a rinforzare il tuo organismo?

Come puoi impedire che anche i malanni fisici ti diano un’ ulteriore mazzata dopo i colpi dello stress?

Come puoi evitare che anche un semplice raffreddore ti risucchi le ultime energie impedendoti di scaricare in qualche modo lo stress?

Non so se anche tu hai un’amica so-tutto-io-sul-naturale che ti risponderebbe subito e con estrema sicurezza.

Cioè la tipica amica che si beve tutto quello che viene detto e scritto sul naturale. E che perciò è in grado di snocciolarti una serie infinita di rimedi a supporto del tuo sistema immunitario.

Perchè così ha letto, così due sue amiche hanno provato, così su internet c’era scritto…

Ma se chiedi quali dimostrazioni di efficacia ci sono, è facilissimo faccia scena muta.

Infatti in termini di informazione sui rimedi naturali, in Italia, stiamo messi malissimo. Siamo invasi continuamente da falsi scoop alla ricerca della novità da proporre e di cui parlare per la salute. Non importa quanto sia verificata quella notizia!

Accanto agli intramontabili ma alquanto dubbi rimedi della nonna, spuntano nuove piante o nuove combinazioni floreali per aiutare il tuo sistema immunitario.

E le dimostrazioni di efficacia dove sono? Quali studi scientifici vengono citati? E magari non solo sui topolini!

Vogliamo essere ancora più pignoli?

Dove sono le evidenze scientifiche sull’azione di quei rimedi naturali a sostegno del sistema immunitario di soggetti stressati? Dove sono gli studi scientifici che valutano l’efficacia sui sintomi di stress come i continui episodi di raffreddore, mal di gola e intontimento generale?

Eppure una sostanza naturale è stata testata proprio in queste situazioni particolari. Cioè precisamente su 150 soggetti con stress moderato o severo(1)

Il confronto è stato effettuato col placebo, come succede negli studi più rigorosi.

La sostanza naturale utilizzata è un betaglucano estratto dal lievito di birra. Cioè un particolare carboidrato che, grazie ad un particolare sistema di estrazione e purificazione, è risultato potenziato nella sua azione a favore del nostro sistema immunitario.

Secondo lo studio, già dopo 2 settimane, e ancor meglio dopo 4 settimane, le persone stressate che avevano preso il betaglucano avevano riportato meno sintomi alle alte vie respiratorie.

E anche l’intero stato di salute era percepito da loro come significativamente migliore rispetto al gruppo che aveva preso il placebo.

Ma ancor più interessante è stato l’esito di questa sostanza naturale sullo stato psicofisico di queste persone.

Alla fine delle 4 settimane totali di valutazione, infatti, i soggetti stressati che avevano preso il betaglucano riferivano in media:

Un aumento del 42% del vigore fisico

Una riduzione del 38% del senso di affaticamento

Una riduzione del 19% della tensione

Una riduzione del 15% della confusione mentale

Tutte conseguenze non dovute ad una attività del betaglucano sul cervello o sui muscoli.

Ma sono benefici derivati dal miglioramento dello stato di salute di queste fortunate persone.

Per loro, rinforzare le difese immunitarie che erano calate a causa dello stress, ha effettivamente influito positivamente anche sul benessere mentale. E certamente queste persone erano più in forze per affrontare le loro difficoltà quotidiane.

Questo studio replica i risultati positivi di questo rimedio naturale, già svelati in un altro studio (2), sempre su soggetti stressati. Te ne ho parlato in quest’altro articolo del blog.

Quindi ancora una volta il betaglucano potenziato si è dimostrato utile in questi sintomi di stress legati al calo delle difese immunitarie.

Perciò:

Se vuoi anche tu avere la possibilità intervenire efficacemente sull’abbassamento delle difese immunitarie, anche quando è provocato dallo stress;

se vuoi spezzare quel circolo vizioso per cui lo stress ti fa ammalare di più aumentando lo stress stesso;

se vuoi cercare di impedire che i malanni di stagione aggravino la pressione dello stress

se vuoi un aiuto per evitare che raffreddore, febbre e mal di gola aumentino il tuo affaticamento e la confusione mentale

puoi provare anche tu gli effetti positivi di questo speciale betaglucano.

È l’ingrediente principale del rimedio naturale biopotenziato che trovi qua: https://www.bioeleva.it/prodotto/immunoeleva

Per poter godere dell’azione potenziata di questa sostanza naturale hai bisogno che:

  • Il betaglucano potenziato sia ai dosaggi che hanno funzionato negli studi scientifici.
  • In preparazioni studiate per concentrare la sostanza e preservarla dalle alterazioni.

Sono i requisiti fondamentali del rimedio naturale biopotenziato a base di questo betaglucano, che trovi qua: https://www.bioeleva.it/prodotto/immunoeleva


(1)“Beta 1,3/1,6 Glucan Decreases Upper Respiratory Tract Infection Symptoms and Improves Psychological Well-being in Moderate to Highly-Stressed Subjects.” Agro Food Industry Hi-Tech (2010). 21:21-24.
(2)“Baker’s Yeast Beta-Glucan Supplement Reduces Upper Respiratory Symptoms and Improves Mood State in Stressed Women.” Journal of the American College of Nutrition, August 2012, vol 31, no. 4, 295-300.
Vuoi sapere come un rimedio naturale biopotenziato può davvero rinforzare le tue difese immunitarie, senza doverti fidare ciecamente? Ecco la spiegazione senza supercazzole pseudoscientifiche scritte solo per impressionarti.

Vuoi sapere come un rimedio naturale biopotenziato può davvero rinforzare le tue difese immunitarie, senza doverti fidare ciecamente? Ecco la spiegazione senza supercazzole pseudoscientifiche scritte solo per impressionarti.

Cancer fight medical concept with an arm of a doctor wearing a blue boxing glove fighting a group of malignant human cells as a health care metaphor for researching a cure for dangerous tumors and therapy to remove illness.

La testa pulsava come percossa ripetutamente da un martello e le palpebre pesavano come macigni.

Col naso gocciolante affondato nel fazzoletto guardavo febbricitante ora il brodo sul fornello, ora la scatola quasi vuota di un integratore.

Quelle pastiglie avrebbero dovuto proteggermi dai malanni come una corazza, mi avevano detto.

Tutto era cominciato una sera di qualche giorno prima. Il tempo tardo autunnale era diventato improvvisamente freddo e umido.

Io lavoravo ancora come informatore scientifico e continuavo ad entrare e uscire da ambulatori pieni di persone che tossivano e starnutivano. Come sempre.

“Ormai ho fatto gli anticorpi” pensavo nella sala attesa dell’ultimo medico in programma quel giorno.

Intanto ascoltavo distrattamente due pazienti anziani che facevano a gara a chi di loro era stato “aperto” più spesso dal chirurgo.

Quella sera però i miei anticorpi dovevano essere in sciopero non autorizzato perchè cominciavo ad avvertire una pesantezza strana alla testa.

Nel frattempo i due anziani avevano cominciato un altro passatempo: quello del “Hai sentito chi è morto?” Ed entrambi elencavano con indifferenza una serie di nomi sconosciuta all’altro.

Con l’allegria di un funerale decisi di lasciare l’ambulatorio e di entrare nella farmacia accanto per farmi consigliare qualcosa.

Non potevo ammalarmi. Avevo troppe cose in programma. Lavoro intenso, i figli da accompagnare, la spesa da fare (sì sono uno dei pochi uomini che fanno la spesa per la famiglia. “Però fai solo quello” mi rimbeccherebbe mia moglie sorridendo, se volesse punzecchiarmi)

Per non parlare del fatto che rischiavano di saltare anche le mie corse settimanali per rimanere in forma.

Già, in forma. Proprio come in quel momento.

Il farmacista, forse in buona fede, forse approfittando del mio stato confusionale mi stava consigliando un integratore che, secondo lui, avrebbe dato un’ottima mano alle difese immunitarie.

Io, a quel tempo, ero ancora in aperto contrasto col mondo dei rimedi naturali e degli integratori.

Perciò chiesi subito sospettoso:

“Ma come funziona?”

“Guardi, rinforza le sue difese immunitarie, come una corazza! Ci sono ingredienti ben conosciuti. Mi sta andando via tantissimo.”

Non so quale di quelle inutili parole mi aveva ipnotizzato, ma disgraziatamente comprai. Quella maledetta vocina che mi disse: “proviamo” aveva vinto sull’altra vocina che diceva: “Corazza? Gran bella spiegazione del cavolo ti ha dato! Lascia stare!”

E così, dopo quattro giorni, ero lì, in cucina rintronato ad aspettare il brodino, con la “corazza” del mio sistema immunitario trapassata dai brividi e scossa dalla tosse.

E la contemplazione dell’inutile integratore aperto sulla tavola non migliorava il mio umore.

Il problema in effetti non era solo quel malessere fastidioso. Era che non avevo proprio il tempo di fermarmi per qualche giorno e starmene sotto le coperte al calduccio mentre il mondo continuava da andare avanti. I ritmi di oggi non consentono questa pausa dalla vita frenetica.

Dovevo tener botta.

Facile a dirlo. Ogni movimento era rallentato, ragionavo con la lucidità di un tossico dopo un rave party, e gocciolavo dal naso come un rubinetto rotto. Naturalmente dimenticai un paio di appuntamenti, sbagliai la spesa e dovetti chiedere l’aiuto di mia madre per andare a prendere mio figlio a scuola.

Probabilmente anche a te sarà capitato di riporre la tua fiducia in un integratore che avrebbe dovuto proteggerti dalle intemperie invernali, ma che ha miseramente fallito nel suo scopo. Questo succede perché c’è una gran confusione circa ciò che agisce o meno sulle difese immunitarie.

Per quel che mi riguarda, dopo quell’esperienza negativa con “l’integratore-corazza” ci sono voluti un po’ di anni per capire che non sono tutti così i rimedi naturali. Ma non è semplice orientarsi.

A rendere le cose difficili è anche l’argomento “difese immunitarie”: è uno dei più confusi e fumosi per il grande pubblico. E si presta perciò a subire le scorrette manipolazioni di chi ne approfitta citandolo a sproposito per sfornare rimedi e integratori inutili.

E non è solo un argomento poco conosciuto.

È un ambito pure difficile da capire. Io stesso ho dovuto studiare più volte vari aspetti del sistema immunitario districandomi a fatica nella sua complessità.

Le molecole e le cellule coinvolte hanno sigle e nomi più difficili da ricordare dei personaggi di un romanzo russo. E agiscono con meccanismi astrusi quanto una strategia di scacchi.

L’argomento è così complicato che quasi nessuno riesce a spiegarti come un rimedio naturale eventualmente funzionerebbe sulle difese immunitarie. E quei pochi che lo fanno si capiscono sono tra di loro.

Così in questo ambito proliferano prodotti inspiegabili. Rimedi di cui ti devi solo fidare. Integratori naturali che devi solamente provare, che dovrebbero fare qualcosa ma non si sa come.

Prendi ad esempio la famosissima propoli. Se il farmacista o l’erborista di turno è ben informato ti potrebbe sparare una supercazzola come questa:

“Da una revisione sistematica di studi scientifici, test in vitro e in vivo dimostrano l’attività immunomodulatoria della propoli sui macrofagi murini peritoneali, con aumento dell’attività di lisi delle cellule natural killer e incremento della produzione anticorpale. (J Ethnopharmacol. 2007)

Se non sei abituato alla terminologia scientifica, questa spiegazione potrebbe anche impressionarti e farti dire: sì sì, ok, ho capito. La prendo, la prendo.

In realtà era un modo complicato per dirti che gli studi erano solo in provetta o su animali (in vitro e in vivo) e che una qualche atttività sul sistema immunitario si è vista ma…sui globuli bianchi dei topi (macrofagi murini).

Infatti per la propoli ci sono ancora pochi studi e di scarsa qualità sull’uomo!

Ma pur di venderla la ammantano di mistero o nascondino la verità dietro una complicata terminologia scientifica!

Qualche anno dopo quella mia disavventura con quel prodotto inefficace sul mio sistema immunitario, ero già più preparato sui rimedi naturali.

Ma da un certo punto di vista le cose non miglioravano.

Perchè, grazie ai miei studi, sapevo ormai per certo che era normale anche in ambito scientifico trovare questo alone di incertezza attorno all’argomento rimedio naturale e difese immunitarie.

Spesso infatti, anche di alcune piante molto usate e commercializzate per questo scopo, veramente non si conoscono per certi i principi attivi. Ti puoi figurare se si sa bene come funzionano.

Un giorno però rimasi sorpreso quando venni a conoscenza di un ingrediente naturale che si presentava molto diversamente dagli altri.

Aveva nel suo curriculum una serie di studi che spazzavano via questo fumo di incertezza sul suo funzionamento.  Si presentava con una spiegazione chiara di come agisce e con dati scientifici a dimostrarlo. Che tra l’altro gli sono valsi anche un articolo sulla prestigiosa rivista scientifica Nature.

Questo ingrediente è il betaglucano 1,3 -1,6. Cioè un carboidrato tipico dei funghi medicinali, ma questa volta estratto dal lievito di birra. E con procedure di purificazione particolari tanto da ottenerlo potenziato nella sua azione.

E quale sarebbe questa sua azione? Mettiti comodo e immagina di assistere ad un film di avventura dove la posta in gioco è la tua salute.

Dopo la sigla si comincia con una situazione di calma e pace. Il tuo corpo sta bene, in equilibrio, tutto sotto controllo.

Poi, come capita in questi film, arrivano i cattivi che minacciano questa serenità.

Sono i virus, i batteri, ma anche le muffe che avranno un ruolo importantissimo.

Si sono intrufolati di soppiatto nel tuo corpo, aiutandosi a vicenda.

I primi difensori buoni che accorrono per sventare la minaccia sono un particolare tipo di globuli bianchi chiamati neutrofili.

I neutrofili sono un esercito che opera come prima linea di difesa del nostro organismo contro gli intrusi patogeni.

Però le cose non sono così semplici. Sono addestrati ad uccidere l’invasore solo se rilevano nel nemico due segnali di allarme che li fanno diventare spietati eliminatori.

Il primo è la presenza di una proteina detta “proteina del complemento” che il nostro corpo attacca come un’etichetta tracciante a tutti gli organismi estranei.

Perciò virus, batteri, muffe nel nostro film sono stati tutti etichettati. Bene.

Ma come dicevo, non basta. Quando i neutrofili rilevano questo segnale non si muovono ancora. Ne devono trovare anche un secondo.

Qual è?

È un particolare tipo di betaglucano.

Le muffe ce l’hanno proprio nella loro struttura. Ottimo!

I globuli bianchi neutrofili l’hanno intercettato, e attaccano ed eliminano le muffe letteralmente avvolgendole e mangiandole.

(Questa è la parte splatter del film)

Ma c’è un problema: le muffe non sono gli unici nemici che hanno fatto incursione.

Ci sono anche i virus e i batteri che però non hanno questo secondo segnale, cioè il betaglucano, questo carboidrato che attira i globuli bianchi.

Sono più protetti.

E così questi nemici sono pronti a superare indenni la tua prima linea di difesa.

La battaglia sembra destinata inevitabilmente alla sconfitta.

Ma tu hai ingerito anche il betaglucano potenziato del lievito di birra. E questa sarà l’arma segreta.

Cosa succede infatti?

Questo ingrediente che hai mangiato non è altro che il secondo segnale di cui hanno bisogno i neutrofili per attaccare.

Le particelle di betaglucano vengono assorbite dal tuo intestino e rilasciate in circolo gradualmente per un certo numero di giorni. Finchè non arrivano a legarsi coi neutrofili.

Questa prima linea di difesa perciò si trova a “leggere” già il secondo segnale prima ancora di essere chiamata a combattere.

È pre-attivata, in stato di allerta. Per uccidere d’ora in poi ha bisogno solo di intercettare il primo segnale: la proteina del complemento

A questo punto, anche un virus o un batterio non sono più al sicuro e attirano il loro attacco!

Non c’è bisogno del secondo segnale. Tu lo hai già fornito in anticipo ai neutrofili che, così pre-attivati, attaccano tutti i patogeni come se fossero delle muffe. Anche i batteri e i virus.

Le sorti della battaglia che sembrava ormai persa cambiano e i patogeni vengono decimati.

In pratica, con l’arrivo di questo aiuto dall’esterno, trasformi i tuoi globuli bianchi da placidi guardiani del tuo sistema immunitario in un esercito agguerrito.  Migliaia di guerrieri armati fino ai denti e addestrati a sterminare anche il più piccolo invasore che voglia attentare alla tua salute, senza pensarci due volte.

La particolare purificazione che subisce questo betaglucano gli permette di legare molto bene i globuli bianchi. Che quindi ricevono un segnale così chiaro da renderli velocemente molto attivi contro i microbi.

Ecco spiegato perchè questo ingrediente naturale ha dalla sua anche un ricco corredo di studi di efficacia sull’uomo, in diverse situazioni di stress fisico e psicologico. Con una chiara azione di difesa contro le infezioni in varie casistiche considerate: atleti, maratoneti, soggetti stressati, studenti di medicina, pompieri…

Quanti altri rimedi possono vantare tutti questi test sulle persone?

Ora immagina di avere questo betaglucano potenziato e di far bene attenzione al giusto dosaggio, cioè alla quantità dimostratasi efficace negli studi. Decidi poi di prepararlo  in una compressa studiata per concentrarlo, difenderlo dalle alterazioni e permettergli di agire velocemente.

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Cioè un rimedio con in sé tutte le potenzialità di azione e di successo che il betaglucano ha dimostro a supporto delle difese immunitarie.

L’ho usato anche per me naturalmente. E non ho più rivissuto quella squallida scena di aspettare rintronato che il brodino si scaldi e faccia chissà quale miracolo.

A proposito. Anche con questo betaglucano niente miracoli. Non è che non mi ammalo più, o che non becco nemmeno un raffreddore.

Ma mi capita proprio quello che gli studi affermano:

  •  Riduzione dei giorni di malessere (un forte raffreddore che passa in due giorni è tutta un’altra cosa rispetto a quello che ti trascini dietro con ricadute continue da dicembre a febbraio)
  •  Attenuazione marcata dei sintomi (niente più naso rosso alla Patch Adams e lacrimazione continua dopo solo una settimana di raffreddore per via delle quantità industriali di fazzoletti consumati)
  • Miglioramento dello stato generale di salute (finalmente non devi più preoccuparti di non poter fare certe cose durante i mesi invernali, perché hai paura di ammalarti solo perché sei stato un po’ all’aria aperta)

Vale a dire che non saltano più tutti i programmi della mia vita frenetica.  Non ci sono più quegli strascichi insopportabili che anche un semplice raffreddore poteva provocarmi e che erano in grado di appesantire e rallentare continuamente ogni momento della mia giornata.

Non mi saltano più appuntamenti di lavoro, le partite dei miei figli da andare a vedere, la corsa settimanale. E nemmeno la spesa da fare (devo tener alto l’onore con mia moglie!)

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Sei un runner e vuoi evitare di buttare all’aria mesi di preparazione o di saltare la gara stessa, per colpa dei malanni di stagione?

Sei un runner e vuoi evitare di buttare all’aria mesi di preparazione o di saltare la gara stessa, per colpa dei malanni di stagione?

runner-difese-immunitarieFaccio subito una premessa: questo articolo è solo per veri runner.

Perciò, prima di proseguire, mettiti alla prova con questo brevissimo test per vedere se lo sei anche tu:

  1. Sei una persona che non riesce a stare senza corsa e si innervosisce se è costretta ad uno stop di una settimana? (O addirittura anche solo di qualche giorno?)
  2. Sei uno che ad ogni dolore o segno di malessere durante la giornata, pensa subito se potrebbe impedirgli di correre?

Se hai risposto sì a tutte e due le domande sei un vero runner!

Scherzi a parte, sappiamo benissimo entrambi che sono ben altre le caratteristiche serie per definirsi un runner.

Però è  anche vero che qualunque cosa interferisce con i tuoi programmi di training è una vera e propria seccatura.

Ti sarà capitato, ad esempio, in preparazione di una mezza maratona, di andare a fare una “lunga” e magari di non sentirti proprio in forma.

Lo attribuisci agli ultimi stress sul lavoro e tieni comunque duro.

Stringi i denti mentre corri sul sentiero o sul ciglio della strada, ma non riesci a concludere la corsa perché ti scoppia la febbre che ti inchioda le gambe.

Non termini l’allenamento, o lo fai con sforzi immani.

Ma il giorno dopo e quelli successivi sei lì a combattere con la temperatura corporea.  E sei pure costretto ad un riposo forzato.

Quando finalmente dopo una settimana riesci a riprendere, sei uno straccio. Ti pare di ricominciare da zero e non sai più se riuscirai ad affrontare la “mezza” che avevi in programma.

Qualche volta le brutte sorprese spuntano fuori dopo una maratona. A causa dell’abbassamento delle difese immunitarie dovuto allo sforzo, basta una giornata ventosa per causarti un forte raffreddore o un mal di gola insopportabile.

E proprio quando stavi già pensando alla gara successiva.

Ti assalgono rabbia e nervosismo e il tuo stare inattivo senza corsa si ripercuote sul sistema nervoso. Arrivano così frustrazione e scatti d’ira che riversi su chi ti sta intorno.

Del resto anche se segui un’alimentazione corretta, le difese immunitarie si possono abbassare. Non solo per lo sforzo prolungato, ma anche perché magari si somma lo stress che accumuli sul lavoro.

Per di più, se hai figli piccoli, stai addirittura raccogliendo a palate i batteri e i virus che i tuoi bimbi ti portano in casa, soprattutto in certi periodi dell’anno.

È un vero peccato dover interrompere gli allenamenti.  O comunque anche solo il dover sospendere per diversi giorni il piacere della corsa.

Perché in fondo il running vuol dire molto. È piacere fisico per le endorfine  che si liberano, ma è anche introspezione, sfida continua con se stessi, con i propri limiti e le proprie paure.

Allora  potresti anche cercare una soluzione contro i malanni che affossano i tuoi programmi di runner.

Cominci a considerare qualche rimedio naturale.

Qualcuno lo conosci o ti è stato suggerito: minerali, aminoacidi, echinacea, fermenti lattici, vitamine, il miele stesso…Certo, qualcosa forse fanno, chi più, chi meno.

Ma quanto realmente ti aiutano? Hai a disposizione qualche sicurezza in più dell’opinione entusiasta di qualche altro runner o del consiglio ricevuto magari su un forum on line?

Quando il farmacista o l’erborista ti consiglia un prodotto, prova a chiedergli se è stato testato sui maratoneti! Quasi sempre ti guarderà sgranando gli occhi e si difenderà affermando che comunque è un prodotto che aiuta il sistema immunitario.

Spesso, dietro a quel “aiuta il sistema immunitario” però, ci sono poche certezze.

Se va bene, esiste qualche studio. Ma quanti sull’uomo? Quanti invece sono solo sperimentazioni in provetta?

Ma soprattutto, tornando alla domanda da fare al farmacista: quanti hanno studi specifici sull’abbassamento delle difese sotto sforzo fisico e magari proprio sui runner?

Uno dei prodotti che qualcuno consiglia, ad esempio, è a base di echinacea.

Questa pianta ha parecchi studi sul rinforzo delle difese immunitarie.

Molti di questi studi però hanno risultati contrastanti. E in più ci sono aspetti che spesso ti vengono nascosti:

  • gli effetti positivi sull’uomo non sono molto rilevanti;
  • i principi attivi della pianta che veramente funzionano non sono noti con certezza.
  • ci sono molti tipi di preparati perché si possono utilizzare varie parti della pianta: alcune un po’ efficaci, altre per nulla. Come distinguerle?
  • Può dare reazioni allergiche e interazioni con alcuni farmaci.

Ma soprattutto, di nuovo, dove sono gli studi sui runner? (Ormai è un mantra!)

Non ti piacerebbe avere a disposizione un rimedio, sempre naturale, che è stato positivamente testato su dei maratoneti?  Intendo proprio in studi scientifici controllati che hanno valutato il suo reale funzionamento?

Certo sarebbe bello arrivare alla gara che ti sei programmato, nel pieno delle tue forze, con l’energia fisica e mentale per affrontarla al meglio delle tue possibilità.

Vorrebbe dire che, anche se ti prendi un po’ di febbre, mal di gola o un forte raffreddore, potresti ridurre i giorni di malessere e tornare più rapidamente in pista.

Ecco perché potrebbe veramente risultarti utile un particolare rimedio naturale testato proprio sui runner.

Sto parlando di un betaglucano speciale.

È un carboidrato naturale estratto dal lievito di birra con un particolare processo brevettato che ne potenzia l’azione.

Questo betaglucano potenziato è stato testato sia su 182 runner della maratona LiveStrong di Austin, in Texas(1), sia su 75 runner della maratona di Carlsbad, in California(2).

In entrambi gli studi il beta glucano  è stato dato comodamente in una sola somministrazione giornaliera, per 4 settimane, subito dopo la maratona.

Quindi non è stato preso mesi prima come spesso ti fanno fare come prevenzione con l’echinacea ad esempio.

Nel primo studio(1) il rimedio naturale (al dosaggio di 250mg) ha ridotto sia il numero di giorni con problemi di salute sia i sintomi di raffreddore e influenza rispetto al placebo.

Risultati che confermano quelli del secondo studio(2) dove il betaglucano ottimizzato (al dosaggio di 250mg o 500mg) ha mostrato rispetto al placebo:

  • Meno soggetti con sintomi di infezioni alle vie aeree superiori. (Vd tabella)
  • Aumento dello stato di salute
  • Miglior senso di benessere

risultato-studio-beta-glucano-biopotenziato-runner

Che significa rispetto al placebo? Vale a dire che in entrambi gli studi, metà runner, senza saperlo, hanno preso un placebo (cioè una sostanza inattiva) invece che il betaglucano.

Questo per poter confrontare gli effetti del rimedio naturale rispetto agli effetti “psicologici” del placebo.

Il placebo in teoria non dovrebbe fare niente. Ma in realtà, il solo fatto di prendere qualcosa ci condiziona psicologicamente in positivo dandoci un minimo effetto benefico (effetto placebo).

Gli studi che adottano questo sistema di confronto col placebo sono più seri e più attendibili.

Questo speciale betaglucano è anche un prodotto pluripremiato.

I premi vinti sono dovuti innanzitutto alla solidità degli studi scientifici che ha di supporto.

Ma sono stati dati anche perché , rispetto ad altri rimedi di cui non si sa bene come funzionino, di questo si è indagato a fondo il meccanismo d’azione. Vale a dire come agisce nel nostro organismo.

Questo betaglucano potenziato riesce ad agire così bene perché non fa altro che legarsi a quei globuli bianchi chiamati neutrofili.  E una volta unito ad essi, li rende più attivi nel combattere i microbi che arrivano dall’esterno.

Se il tuo sistema immunitario non è in splendida forma, come quando è affaticato o sotto stress, è come se fosse “mezzo addormentato”. Con questo rimedio naturale non fai altro che rimetterlo in allerta, pronto ad intervenire.

Se almeno un po’ ti incuriosisce, sappi che questo betaglucano è alla base del rimedio naturale biopotenziato che trovi  cliccando qui => betaglucano biopotenziato

Buone corse!


(1) “Baker’s Yeast Beta Glucan Supplementation Increases Salivary IgA and Decreases Cold/Flu Symptomatic Days After Intense Exercise.” Journal of Dietary Supplements,1–13, 2013

(2) “Effect of Beta 1,3/1,6 Glucan on Upper Respiratory Tract Infection Symptoms and Mood State in Marathon Athletes.” Journal of Sports Science and Medicine (2009). 8:509-515.