C’è un integratore a base di erbe che è fondamentale per la tua salute quotidiana e che ti tiene lontano il più possibile dai medici e dai farmaci?

C’è un integratore a base di erbe che è fondamentale per la tua salute quotidiana e che ti tiene lontano il più possibile dai medici e dai farmaci?

Ti piacerebbe poter prendere una sorta di pillola magica?

Vale a dire un integratore naturale in grado di farti sentire sempre in splendida forma?

Un integratore capace di scatenare sempre, anche con lo scorrere degli anni, tutta la tua energia e vitalità?

Mi dispiace, ma uno così miracoloso, non lo hanno ancora trovato.

E se qualcuno ti sta dicendo il contrario, sta solo cercando di truffarti speculando sulla tua salute.

Esiste invece un prodotto naturale che ci si avvicina molto.

Un integratore naturale che ha scientificamente mostrato di fornire un’esplosione di benefici per un gran numero di esigenze di salute.

Se hai un po’ di pazienza tra poco ti dirò qual è, e perchè la scienza lo considera un tesoro di numerosi e preziosi vantaggi per la salute.

Questa informazione ti serve se hai come obiettivo quello di sentirti ogni giorno energico e vitale.

E anche se vuoi stare il più possibile lontano dai farmaci, dai medici e dagli ospedali.

Ti scrivo questo articolo subito dopo aver visto l’ennesimo documentario in TV riguardo alla malasanità.

Era il programma sulla Rai, “Petrolio”, con una puntata intitolata “Cura sicura” e che puoi guardarti anche on line.

Sempre se riesci a seguirlo fino in fondo.

Te lo dico perchè io non riesco mai a farlo con questi programmi di denuncia.

Mi fanno stare troppo male e mi generano una rabbia dentro così forte che mi verrebbe da mettere le mani addosso a qualcuno oppure da scappare dall’Italia per sempre.

Perciò dopo un po’ cambio canale.

Il mio cervello, però, non riesce a staccare e continua per un po’ a pensare a qualche soluzione per evitare certe situazioni vergognose.

Anche in questo documentario hanno parlato di esperienze che purtroppo prima o poi capitano a tutti noi o a qualche nostro familiare.

Hanno mostrato pronto-soccorsi con persone parcheggiate per tempi indefiniti lungo i corridoi, come bestie.

Pazienti anziani che aspettano per ore su una barella, peggiorando di minuto in minuto, in attesa di un ricovero.

Reparti ospedalieri sotto organico con medici e infermieri costretti a fare “gli straordinari degli straordinari”. Così poi è più facile diano di matto e fanno più errori!

E poi ancora le vergognose lunghissime e interminabili liste di attesa per gli esami.

Liste che magicamente si accorciano se vai a pagamento.

Il servizio su “Petrolio” parlava addirittura di bustarelle che un importante medico specialista chiedeva per accelerare i tempi di un intervento chirurgico.

Mi fermo perchè mi sale una furia omicida anche solo ad accennare a queste cose.

E avrei da raccontarne anch’io purtroppo.

Così come ho paura che anche tu che mi leggi ne avresti da dire…

Ma non volevo soffermarmi su questo.

Volevo solo dire che quando si dice: “meglio non aver mai bisogno degli ospedali”, purtroppo spesso si fa riferimento non solo alla brutta esperienza della malattia.

Ma anche a certe traumatiche e vergognose odissee nell’incubo della malasanità.

Vale veramente la pena cercare di condurre una vita sana.

Vale certamente la pena aiutare il più possibile il corpo a mantenersi in forma e lontano da certi inferni. 

E vale la pena farlo intervenendo su più aspetti contemporaneamente, magari con un integratore naturale che riesce a farlo.

Arrivati a questo punto potrebbe venirti in mente qualche prodotto multi erbe, ma ti fermo subito.

Lo so che questi tipi di rimedi hanno un’attrattiva magnetica, con tutti quegli ingredienti che sembrano coprire ogni tua esigenza.

Io stesso, prima di ritornare all’Università ad approfondire la fitoterapia, ci cascavo.

Cosa ci poteva essere di meglio di un prodotto stracolmo di erbe, ognuna delle quali con un beneficio diverso?

È il miraggio di avere un prodotto che fa tutto!

Perchè è solo un miraggio?

Intanto perchè quando l’integratore comincia ad avere 5-10 ingredienti naturali può essere addirittura pericoloso!

Sì hai letto bene, pericoloso!

E questo perchè più erbe hai in un unico integratore, più aumentano i rischi di eventi avversi, soprattutto allergie.

Eh sì, capita anche se il prodotto è naturale.

Dice infatti uno dei massimi esperti di fitoterapia in Italia, il prof. Fabio Firenzuoli:

“Innanzitutto conviene ricordare un principio semplice ma chiaro: maggiore è il numero delle piante associate tra loro, maggiore è il rischio di interferenze farmacologiche, allergie ed effetti collaterali.” (Fitoterapia- Firenzuoli ed. Elsevier)

E sono le stesse parole che mi diceva un altro “grande” italiano della fitoterapia, il professor Della Loggia dell’Università di Trieste.

Il quale continuava il discorso svelando anche un altro problema:

un prodotto o integtatore multi-erbe solitamente non ti dà proprio nessun beneficio.

E questo perchè più ingredienti mettono, più sono sotto-dosati.

Perchè una certa pianta ti dia qualche beneficio, occorre che ci sia il giusto dosaggio.

Mettere 10 erbe in una pastiglia è il modo migliore per dartele ad un dosaggio ridicolmente basso e inutile per la tua salute.

E se invece di prendere manciate di vari prodotti naturali tu volessi concentrarti su una sola pianta in grado di darti il maggior numero di benefici possibili?

Secondo la scienza ce n’è proprio una che può fare al caso tuo.

È una pianta che fornisce un ingrediente in grado di sostenere la tua salute con un’azione multitasking, cioè su più obiettivi in un colpo solo.

Sto parlando della curcuma e del suo principio attivo, la curcumina.

Ad oggi non c’è al mondo un ingrediente naturale che è stato così largamente studiato sull’uomo come la curcumina.

È stata testata su un’ enorme varietà di problemi di salute.

L’ultimo lavoro scientifico che ha raccolto e revisionato tutti i benefici della curcumina (1) è del 2017.

Leggendolo, ho contato ben 43 problemi di salute in cui la curcumina è riuscita a produrre dei vantaggi.

43!

E questo lavoro è pubblicato su una rivista scientifica importante come è il British journal of Pharmacology.

Già nell’introduzione dello studio puoi leggere sulla curcumina:

Questo ingrediente possiede attività antiossidanti, antinfiammatorie, antitumorali, antiartritiche, antiaterosclerotiche, antidepressive, antinvecchiamento, antidiabetiche, antimicrobiche, di guarigione delle ferite e di aumento della memoria.” (1)

Non sono le parole di un giornalista che vuole fare del sensazionalismo con un articolo.

Non è la pubblicità di un’azienda che vende curcuma.

Ma sono le parole di scienziati che fanno una revisione di tutti gli studi scientifici sulla curcuma e la pubblicano su una rivista internazionale e importante di farmacologia.

A questo punto, se io non me ne intendessi granché di curcuma o volessi ingannarti ti direi:

“Guarda, ti basta prendere della curcuma in polvere e mescolarla più che puoi ai tuoi piatti per avere tutti questi benefici!  Anzi, visto che ci sono, ti do pure qualche ricetta gustosa!”

Perchè se ti dico questo ti inganno?

Perchè la curcuma in polvere o fresca contiene pochissima curcumina (massimo un 5%). Dovresti prenderne a barili per mandar giù abbastanza curcumina.

Inoltre questa revisione scientifica di studi che ti ho citato(1), dice che anche se riesci a mangiare abbastanza curcumina, non è ancora sufficiente per godere di tutti i suoi benefici:

“Purtroppo l’utilità della curcumina è grandemente ostacolata dalla sua mancanza di solubilità in acqua e dalla bassa biodisponibilità” (1)

Cosa significa in pratica?

Significa che la curcumina non viene assorbita granché dal tuo intestino e, quel poco che riesce a farlo, viene eliminato alla velocità della luce.

Perciò, se non trovi degli stratagemmi per superare questi problemi, te li scordi tutti i benefici che la curcumina può dare!

Magari hai già letto dei sistemi  fai-da-te per migliorare l’assorbimento della curcumina.

Avrai letto del pepe, del mescolare la curcuma ai grassi o al latte.

Qualcuno di questi metodi la fa assorbire veramente di più.

Ma nessuno la fa durare abbastanza nel nostro sangue.

Nessuno supera l’altro problema: il fatto che la curcumina viene rapidamente trasformata ed eliminata dai nostri enzimi, senza avere il tempo di agire.

Se vuoi che la curcumina ti dia il massimo dei suoi benefici deve essere seriamente e scientificamente potenziata in modo da durare abbastanza a lungo nel tuo corpo.

Alcuni ricercatori ci sono riusciti.

Dopo anni di tentativi ce l’hanno fatta, tanto da riuscire a farle portare benefici persino al cervello,

Se vuoi saperne di più, leggi qua cosa hanno trovato scienziati e medici dell’Università della California, per poter ottenere il massimo dalla curcumina: => https://rimedinaturalibiopotenziati.com/curcuma-potenziata

E se vuoi conoscere in modo più approfondito i numerosissimi benefici della curcumina, non perderti il prossimo articolo del blog.


(1) Kunnumakkara AB e al. Curcumin, the golden nutraceutical: multitargeting for multiple chronic diseases, Br J Pharmacol. 2017 Jun

Soffri di dolori muscolari? Il professor McFarlin, dell’Università del Texas del Nord, scopre la potenza di un rimedio naturale per ridurre l’infiammazione e velocizzare il recupero muscolare

Soffri di dolori muscolari? Il professor McFarlin, dell’Università del Texas del Nord, scopre la potenza di un rimedio naturale per ridurre l’infiammazione e velocizzare il recupero muscolare

Avevo appena spento il motore dell’auto.

Mi sono girato per prendere la borsa dal sedile posteriore.

Con una contorsione degna di un ginnasta quale non sono, afferro la valigetta gonfia di carte e di libri.

Sento subito una fitta al braccio e una alla spalla. Come se due spade mi avessero trapassato.

Mollo tutto e mi ricompongo ma ormai il danno è fatto.

“Stupida fretta” – brontolo mentre mi massaggio il braccio.

Il dolore acuto è scomparso subito ma mi è rimasto un fastidioso indolenzimento.

D’improvviso il braccio si è indebolito come se una forza misteriosa avesse risucchiato tutte le mie energie.

Magari è capitato anche a te di avere dolori muscolari come questo.

Magari non al braccio ma a un polpaccio o ad una coscia dopo un salto, una corsa o una camminata in discesa.

Nessuno strappo o stiramento. Tutto continua a funzionare, ma la forza è ridotta di molto, ci si sente indolenziti e il dolore si ripresenta ogni tanto sempre lì in agguato.

“Vabbè, dai, niente di grave” – pensi –  “domani sarò come nuovo”

E invece domani è anche peggio, coi dolori muscolari più intensi.

Gli esperti chiamano questo problema con la sigla inglese (tanto per cambiare) EIMD (Exercize-induced muscle damage).  Vale a dire “danno muscolare indotto dall’esercizio”.

E guarda un po’, può derivare da un movimento che non fai mai, come nel mio caso.

Oppure può essere un fastidioso indolenzimento che insorge il giorno dopo uno sforzo fisico.

Come dopo una corsa, il giocare a tennis, una lunga camminata in discesa.

E allora ti massaggi la gamba o il braccio dolente e indebolito, e pensi:

“Ma non doveva far bene lo sport?”

Subito non ci si bada un granché.

Sì, è fastidioso, ma tutto sommato ci si convive.

Solo che questa convivenza rischia di essere lunga, molto lunga.

E i dolori muscolari ti impediscono di svolgere bene le attività di ogni giorno. Oppure ti tocca rimandare la prossima corsetta, la camminata già programmata, la partita di tennis già prenotata.

Gli esperti non si sono limitati solo a dare un nome a questo fastidio.

Lo hanno anche studiato, perchè è un danno muscolare vero e proprio, da non sottovalutare. Ed è provocato soprattutto dai movimenti eccentrici dei muscoli. Cioè quando producono forza distendendosi (come capita al polpaccio quando appoggi il piede a terra)

Il dott. Robert S. Thiebaud, in uno studio pubblicato sul Journal of Trainology (2012) parla di questo danno muscolare (EIMD) come di una prolungata perdita di forze e un peggioramento delle performance nell’uso del muscolo.

E afferma:

“Se il danno muscolare è severo può capitare una rabdomiolisi indotta dall’esercizio”

La rabdomiolisi è quando la lesione ai muscoli è grave e rilascia nel sangue sostanze che possono anche andare ad intossicare i reni.

Infatti il dott. Thiebaud continua:

“…E quando la rabdomiolisi avviene in contemporanea alla disidratazione e allo stress da calore, può portare a problemi potenzialmente mortali come l’insufficienza renale acuta” (1)

Ok, senza andare a pensare al peggio, già il solo indolenzimento prolungato che fa male quando sforzi un po’, è una seccatura in grado di rompere le scatole.

E per molto tempo!

Perchè i dolori muscolari intralciano e infastidiscono le normali azioni quotidiane, ma anche perchè fanno saltare i piani per riprendere presto l’attività fisica.

Inoltre, se sottovalutato, questo danno può anche sfociare in stiramenti o strappi muscolari.

Molti usano dei farmaci antinfiammatori (non steroidei) contro questi dolori muscolari

Ma non sanno che spegnere troppo bruscamente l’infiammazione può bloccare o rovinare il processo naturale di guarigione del muscolo.

Certo, con questi farmaci percepisci meno dolore e stai maglio.

Ma, come scrive il dott. Schoenfeld in uno studio scientifico (2), questi antinfiammatori potrebbero compromettere il recupero muscolare. Se poi l’uso è regolare potrebbero dare anche effetti negativi al sistema nervoso (3)

Ecco perchè un altro studioso, il professor McFarlin dell’Università del Texas del Nord, ha cercato un rimedio naturale che agiva sì contro l’infiammazione, ma senza gli effetti indesiderati dei farmaci antinfiammatori.

La sua attenzione si è concentrata sulle capacità della curcumina, il principio attivo della curcuma.

Perchè proprio la curcumina?

Perché c’erano già alcuni studi che promettevano bene. Mostravano cioè un’azione antinfiammatoria di questa sostanza naturale attraverso varie vie, con più meccanismi contemporaneamente.

Però c’era un problema. 

Il professore McFarlin aveva letto di ottimi risultati della curcumina in provetta, di buoni esiti sugli animali, ma sull’uomo…

Sull’uomo c’era il grosso, grossissimo problema della scarsa biodisponibilità della curcumina.

Cioè questa sostanza viene pochissimo assorbita, rapidamente trasformata, e facilmente eliminata dal nostro organismo.

Insomma quando la mangi, fa fatica ad entrare e rimanere nel nostro corpo e quel poco che ci riesce, viene sbattuta fuori in fretta a calci.

Tanto è vero che gli studi sull’uomo, a disposizione del nostro professore, non davano grandi risultati, anche quando venivano date enormi quantità di curcumina (cose come 25 capsule da 400mg al giorno!).

E prendere la curcuma così com’è?

La curcuma in polvere, come trovi nei supermercati, negli studi non la si prende più nemmeno in considerazione.

C’è troppo poca curcumina (5%)!

Ecco perchè, prima di studiarla, viene prima concentrata in curcumina.

Ma anche così, come vedi, rimane il grande problema della biodisponibilità.

Mi dispiace, ma quando leggi in giro che la curcuma fa questo e quest’altro, o che un nuovo studio mostra che la curcuma ecc ecc., non stanno parlando di quella che prendi in polvere. Ma si tratta di estratti di curcuma concentrati in curcumina e, sempre più spesso, potenziati.

Come l’estratto potenziato che ha deciso di utilizzare McFarlin.

Ha infatti condotto uno studio su 28 persone, sottoposte a uno sforzo fisico che provocasse loro il danno muscolare indotto dall’esercizio (EIMD). Senza esagerare, naturalmente.(4)

In questo test ha visto che quei soggetti che stavano prendendo da due giorni la curcuma potenziata, hanno avuto minor infiammazione muscolare e un più rapido recupero.

Un risultato non basato sulle loro parole o impressioni.

Ma su dati di laboratorio:

  • -48% di CK (dove CK è una sostanza che indica danno muscolare. Meno ne trovi, minore è la lesione)
  • -25% di TNF-α e -21% di IL-8 che sono sostanze prodotte dal nostro corpo in caso di infiammazione. Meno ce ne sono, minore è l’infiammazione.

Insomma è bastato prendere una volta al giorno una compressa da 400mg di questa curcuma potenziata per evitare una grossa infiammazione e per ridurre la lesione muscolare.

Capisci bene che questo significa un più rapido ripristino delle normali azioni quotidiani.

Significa ridurre i giorni in cui ti trascini il braccio o la gamba dolenti. E poter fare le cose di sempre con la forza e l’energia di sempre.

Significa non dovere saltare più la corsa o la partita programmata. O non dover rinunciare anche alla salutare camminata quotidiana, che tanto aiuta a rimanere enrgici e vitali.

In fondo, vuol dire aiutarsi a mantenersi in splendida forma con una piccola integrazione quotidiana.

Tanto è vero che il professor McFarlin conclude lo studio con queste parole:

“I miglioramenti osservati sull’infiammazione biologica, possono tradursi in un più rapido recupero e una accresciuta capacità funzionale per la successiva sessione di esercizi. Queste scoperte supportano l’utilizzo dell’integrazione di curcumina orale per ridurre i sintomi del danno muscolare indotto dall’esercizio”

Certo, tutto questo però, quando la curcumina riesci a prenderla così potenziata!

Pensi possa esserti utile questo rimedio contro i tuoi dolori muscolari?

Allora se clicchi qui, scopri come riceverlo comodamente a casa tua =>https://www.bioeleva.com/prodotto/vitaeleva-curcuma-biopotenziata/


(1) Robert S. Thiebaud Journal of Trainology 2012;1:36-44
2) Brad J. Schoenfeld Sport Med 2012; 42 (12): 1017-1029
3) E. Auriel, K. Regev, A.D. Korczyn,  Handb. Clin. Neurol. 119 (2014) 577–584.
4) B. McFarlin BBA Clinical 5 (2016) 72-78
“Quante pastiglie di integratori dovrei prendere ogni giorno per stare in salute?”

“Quante pastiglie di integratori dovrei prendere ogni giorno per stare in salute?”

Suonava all’incirca così la domanda che mi ha posto una lettrice, scrivendomi una e-mail.

È una domanda molto acuta che purtroppo in giro trova spesso risposte affrettate, scorrette e diversissime tra loro.

Così potresti trovare qualche personaggio senza scrupoli, produttore di integratori, che spinge perché tu ne consumi il più possibile, naturalmente dei suoi.

Ma ci sono anche alcune riviste in edicola o qualche sito web che sono pronti ad offrirti un infuso, una pastiglia di integratore, una dose di olio essenziale per ogni esigenza del tuo organismo, sommergendoti di prodotti.

All’altro estremo poi ci sono gli “espertoni” di turno (e purtroppo anche qualche medico) che sentenziano senza appello l’inutilità assoluta di questi prodotti naturali, senza distinzioni, manifestando un’ignoranza abissale sull’argomento.

Come spesso accade per questioni importanti come sono quelle di salute, la giusta risposta alla domanda su quanti integratori prendere, è: “ Dipende”.

In linea di massima si può riuscire benissimo a vivere in salute facendone a meno. Dove per “salute” non si intende  solo assenza di malattie, ma anche quella naturale vitalità ed energia che dovremmo tutti avere, certamente adeguata all’età, ma sicuramente a tutte le età.

Per farlo, però, devi riuscire a curare bene tre aspetti della tua vita:

1.L’alimentazione, badando molto ad assumere il giusto apporto di nutrienti e vitamine ed evitando il più possibile il cibo spazzatura.

2.L’attività fisica: non è necessario andare in palestra o giocare a tennis tutte le sere. Sono sufficienti  anche camminate quotidiane e l’uso delle scale al posto dell’ascensore.

3.Lo stile di vita: il più possibile privo di stress, di ansie, di privazioni del sonno, e il più possibile lontano dall’inquinamento e col giusto apporto di sole per la salute

Riesci a gestire in maniera ottimale tutti questi aspetti? Bene, non hai bisogno di nessun integratore. Sei sicuramente in forma.

Ma quanti di noi riescono a farlo veramente?

Non nascondiamoci dietro un dito. I ritmi di vita di oggi, l’ambiente di lavoro, la città in cui viviamo, spesso sono lontani dalla situazione ideale per la nostra salute.

E poi, per quanto tu badi ad una sana alimentazione, i cibi di oggi sono sempre più poveri di nutrienti e sempre più ricchi di metalli pesanti, tossine, o ingredienti artificiali poco salutari.

A questo punto, è certo che qualche integratore può essere utile, soprattutto quelli che agiscono aiutando l’organismo nei suoi meccanismi di base, prima che si scatenino malattie o disturbi vari.

Questi prodotti, quando sono fatti bene, quando cioè hanno studi scientifici che li supportano, vanno considerati come dei concentrati di nutrienti salutari, che possono dare una grossa mano all’organismo nel mantenersi vitale ed energetico, insomma in salute. E possono anche essere in grado di contrastare un cattivo invecchiamento del nostro corpo.

Vediamo i più importanti.

Se anche tu, come la maggior parte di noi, non passi molte ore del giorno all’aria aperta, di sicuro avrai bassi livelli di vitamina D, visto il poco sole che prendi. E poiché gli alimenti che mangiamo contribuiscono poco ad assumerla,  può diventare importante integrarla.

Perché?

Perché questa vitamina, che in realtà è un gruppo di ormoni, non solo favorisce il riassorbimento di calcio, ma contrasta la depressione, aiuta la salute del cervello, supporta la forza muscolare.

Se poi nella tua alimentazione non riesci ad introdurre abbastanza pesce, può essere importante integrare con omega-3, in grado di aiutare la salute del cuore, a contrastare l’ipertensione, a normalizzare colesterolo e trigliceridi e ad aiutare anche a dimagrire.

Inoltre alla base di molte malattie che si possono scatenare, c’è quella che viene chiamata infiammazione cronica di basso grado. 

In generale l’infiammazione è una normale reazione delle nostre difese immunitarie e serve per dare inizio all’eliminazione di agenti tossici e alla riparazione dei tessuti.

Però, come riportato anche nello studio Minihane sul British Journal of Nutrition (2015) essa agisce anche come nemico della nostra salute, quando diventa cronica e di basso grado (perché non dà sintomi evidenti). Vale a dire quando ancora non la senti.

Questo nemico silenzioso è collegato all’obesità, all’alterazione del metabolismo degli zuccheri, al diabete, alle malattie cardiovascolari, all’accumulo di grasso nel fegato (steatosi) e molte altre malattie.

Persino l’invecchiamento dipende dallo sviluppo di uno stato diffuso di infiammazione cronica di basso grado con progressivo deterioramento del metabolismo (secondo lo studio Calcada su Mechanism of Ageing and Development (2014)).

Alla base quindi di moltissime patologie c’è proprio questo generale stato di infiammazione lieve che spesso si somma anche ad un eccesso di radicali liberi (stress ossidativo) provocato dall’infiammazione stessa e da agenti tossici e irritanti mangiati, respirati o toccati.

E intanto il nostro sistema immunitario è continuamente sollecitato, messo alla prova e indebolito dalla lotta contro tutto questo.

Ecco perché, per aiutare dalla base il nostro organismo a mantenersi in salute, ci deve essere un’azione efficace nel contrastare  l’infiammazione di basso grado e l’eccesso di radicali liberi. E al contempo è meglio dare un aiuto, ogni tanto, al nostro sistema immunitario messo a dura prova e sfiancato dai continui attacchi alla nostra salute.

È per questo che i primi due rimedi bipotenziati che abbiamo pensato di produrre, (e che trovi cliccando qui) sono proprio quelli  che intervengono all’origine di tutto.

Vale a dire:

  • la curcuma potenziata, contro l’infiammazione e i radicali liberi;

  • il betaglucano potenziato, estratto dal lievito di birra,  per poter dare una mano al sistema immunitario rendendolo più attivo ed efficace.

Quando si riesce ad agire alla fonte di tanti malanni, spesso non c’è più bisogno di intervenire poi con tanti altri integratori per aiutare l’organismo contro quel disturbo o quell’altro fastidio.

Allora, per rispondere alla domanda iniziale, può esserci bisogno sì di qualche pastiglia di integratore, ma non di così tante quando si interviene alla base di molti malanni.

Naturalmente vitamina D, omega 3, curcuma e betaglucano biopotenziati non sostituiscono gli sforzi che devi fare per seguire una sana alimentazione e fare un po’ di movimento. Non sono pastiglie che ti danno la licenza di strafogarti al MacDonald o impigrirti sprofondando in un divano.

Inoltre, poiché i problemi dati dall’infiammazione, dall’eccesso di radicali liberi, dal sistema immunitario che perde colpi sono all’origine di molti disturbi, è importante riuscire ad intervenire bene.

Cioè non con rimedi dall’azione dubbia e non dimostrata, o dal dosaggio vago e senza supporto scientifico.

Ma con ingredienti naturali ben studiati e, ancor meglio, potenziati per essere assorbiti in modo ottimale, per poter durare nel nostro organismo il tempo necessario di svolgere la loro azione salutare, per funzionare il più efficacemente possibile.

Il tutto sempre dimostrato da studi scientifici.

Come lo sono la curcuma e il betaglucano potenziati, diventati gli ingredienti dei nostri rimedi naturali biopotenziati, che trovi cliccando qui https://www.bioeleva.com/

L’infiammazione di basso grado: il killer silenzioso che scatena molte malattie, anche gravi. Ecco come puoi combatterlo.

L’infiammazione di basso grado: il killer silenzioso che scatena molte malattie, anche gravi. Ecco come puoi combatterlo.

Sulla copertina del famoso settimanale TIME è comparso, qualche anno fa, un inquietante “personaggio”.

Il titolo che campeggiava era:

“IL KILLER MISTERIOSO” 

E sotto compariva una breve introduzione che svelava l’identità di questo criminale: l’infiammazione di basso grado.

Infatti la scritta tradotta dall’inglese proseguiva così:

“Il sorprendente collegamento tra infiammazione, attacchi cardiaci, cancro, Alzheimer e altre malattie” 

Chissà perché dopo di allora questo argomento così importante per la nostra salute è stato insabbiato, facendo capolino solo in ambienti specialistici. Ogni tanto viene riesumato da qualche medico in gamba, da qualche bravo nutrizionista o da studiosi dalle ampie vedute.

Eppure l’infiammazione di basso grado è stato definita un vero e proprio killer e non solo dal TIME, ma anche da varie riviste scientifiche.

Per questo motivo vorrei che per un attimo tu immaginassi di partecipare ad un’indagine poliziesca per scovare e neutralizzare questo nemico numero uno della nostra salute.

Supponi di essere nell’ufficio virtuale dell’FBI o dell’INTERPOL e di analizzare il profilo di questo ricercato così pericoloso da scatenare malattie anche mortali, in maniera subdola e silente.

Il suo nome abbiamo detto che è: infiammazione di basso grado.

Aggiungiamo pure l’aggettivo “cronica” all’infiammazione, perché così è.

“Ah beh – potresti commentare – non mi riguarda. Per adesso sto discretamente bene. L’ultima infiammazione che ho avuto è stata al braccio dopo quella partita a tennis…è stata alla schiena perché ho sollevato quel peso…è stata alla spalla perché ho dormito in una brutta posizione…Vabbè, comunque l’ho avuta per un po’ di giorni, poi basta. Niente di cronico.”

Aspetta a cantare vittoria e a sederti rilassato, pensando che il pericolo sia distante, come quando senti parlare di un assassino seriale ricercato nel lontano Minnesota.

Te lo dico perché, analizzando bene l’identikit di questo criminale, esso è molto più vicino di quello che pensi.

Si parla infatti di infiammazione di basso grado cronica.

Avendo un basso livello essa possiede, come caratteristica principale, quella di essere silenziosa, senza sintomi, priva di gonfiori, rossori o dolori.

Non è cioè quell’infiammazione che avverti perché qualche parte del tuo corpo è dolente e ti strappa delle smorfie per il male che avverti.

Quel tipo di infiammazione che ti provoca dolore, e che dura un tempo limitato, è utile al tuo organismo per combattere un’infezione o favorire la guarigione di un’articolazione, ad esempio.

Ma qui, il killer silenzioso di cui si parla, è un’infiammazione di così basso livello da non dare sintomi per lungo tempo.

Nel frattempo però dilaga in tutto l’organismo, fa proliferare radicali liberi in continuazione e scatena delle piccole alterazioni, delle minuscole modifiche al tuo metabolismo che piano piano minano la tua salute.

A lungo andare questa tacita minaccia può esplodere in malattie anche gravi.

E da cosa è provocata?

L’alimentazione poco sana, l’inquinamento, lo stress, la scarsità di sonno, il contatto continuo con allergeni sono delle tipiche condizioni in grado di scatenare questo nemico silenzioso.

Lo vedi che non è così lontano questo criminale?

Anzi, si trova a suo agio e prolifica nelle società industrializzate come la nostra.

Da tempo è stato dimostrato che questo killer così subdolo è alla base di molte malattie cardiovascolari, dell’ipertensione, dei tumori, della fibromilagia, di patologie reumatiche e di tante altre.

È anche il principale responsabile di un cattivo invecchiamento del corpo e della mente.

In realtà, ad un’indagine un po’ più attenta, questo pericoloso criminale qualche traccia la lascia.

Può infatti dare stanchezza cronica, mal di testa continui, difficoltà nel perdere peso, disturbi del sonno, dell’umore e della memoria.

La stessa obesità è caratterizzata da uno stato infiammatorio di base che aumenta l’accumulo di grasso. Esso, a sua volta, favorisce l’infiammazione.  Si crea così un circolo vizioso difficile da interrompere.

Riassumiamo quindi la situazione.

Siamo circondati da condizioni che favoriscono lo stress, insidiati da cibo pieno di zuccheri e di tossine che favoriscono l’infiammazione, assediati da agenti inquinanti che tocchiamo e respiriamo.

È proprio il caso di dire che il killer silenzioso è tra noi e sta agendo indisturbato senza che ci preoccupiamo più di tanto di lui.

Solo quando scatena patologie importanti ci risvegliamo dal nostro sonno ad occhi aperti e ci diamo da fare per guarire il danno già fatto. Così comincia il calvario delle visite specialistiche, del su e giù snervante tra ospedali e ambulatori, delle cure farmacologiche, spesso croniche come le malattie che cercano di curare.

Facciamo un passo indietro.

Puoi intervenire prima per cercare di scongiurare tutto questo? O per evitare di peggiorare le cose?

I medici più in gamba, quando hanno tempo tra una scartoffia e l’altra, ti dovrebbero parlare, a questo punto, di sana alimentazione, sport, movimento.

I più aperti e preparati ti dovrebbero citare anche la ginnastica mentale ed emotiva per combattere lo stress.

E farebbero molto bene, perché sono tutte azioni da intraprendere per prevenire o arginare l’infiammazione cronica di basso grado.

Ma ce l’hai la forza, il tempo, i soldi e le conoscenze per adottare una dieta il più possibile biologica e ricca di nutrienti benèfici? Per dedicarti al salutare sport quotidiano? Per intraprendere strategie di lotta contro lo stress, di allenamento della mente, di palestra per le emozioni?

Certo, qualcosa riesci a fare, ma intraprendere tutte queste strategie è molto difficile. E spesso non bastano nemmeno.

Esiste qualcos’altro che possa aiutarti in questa guerra contro l’infiammazione di basso grado cronica?

Sì, esiste.

Da anni gli studiosi ricercano quegli ingredienti naturali in grado di apportare benefici fisiologici al nostro organismo o fornire protezione contro malattie croniche.

Questi ingredienti vengono chiamati anche nutraceutici. (1)

E a proposito di strategie per combattere il nostro killer silenzioso, l’attenzione degli scienziati si è focalizzata molto sulla curcumina, il principio attivo della curcuma.

Di fronte ad un nemico come l’infiammazione cronica, di basso grado, che agisce su più fronti, coinvolgendo contemporaneamente più meccanismi d’azione, servirebbe un “eroe”.

Ma non uno qualsiasi, bensì uno che riesca a contrastare il killer in tutti quei canali attraverso cui esso agisce.

La curcumina della curcuma ha dimostrato, in migliaia di studi, di agire contemporaneamente come antinfiammatorio e antiossidante, aiutando così il corpo anche a neutralizzare l’eccesso di radicali liberi provocato dall’infiammazione silente.

In più la sua azione antinfiammatoria è preziosissima perché si esprime in molteplici azioni, con un’attività multitasking. (2)

Immagina cioè la curcumina come una task force, un reparto speciale di difensori della tua salute che intervengono su vari obiettivi contemporaneamente.

In questo modo “possono sopprimere lo stato che favorisce l’infiammazione e che è coinvolto nell’invecchiamento e nel sorgere di malattie ad esso collegate” (1)

Ma ancora una volta la curcumina si dimostra un reparto speciale “dalle armi spuntate” che sparano a salve se non si risolve il suo grosso problema della scarsa biodisponibilità.

La curcumina infatti viene pochissimo assorbita e per di più è velocemente eliminata dal tuo organismo.

È come dire che la curcumina è sì una squadra molto efficiente di difensori della tua salute, ma tu devi riuscire  prima a farli infiltrare nel tuo  organismo e lasciarceli per un po’ di tempo. Solo così possono svolgere la loro azione difensiva.

Devi insomma riuscire a “paracadutarli” nella zona di guerra.

Allora potranno intervenire con successo contro l’infiammazione che mette a ferro e fuoco il tuo organismo e potranno neutralizzare l’invasione barbara dei radicali liberi.

Soprattutto se vuoi far arrivare la curcumina anche in un punto nevralgico e molto importante del tuo corpo: il cervello.

Ecco perché proprio dei neuroscienziati hanno aiutato e supervisionato la creazione di un sistema naturale di potenziamento della curcumina. Hanno trovato cioè una speciale miscela naturale in grado di inglobare la curcumina, trasportarla nel tuo organismo, farla arrivare anche fino al cervello, e lasciarle il tempo di agire. (3)(4)

Una curcumina così, diventa infatti una task force che riesce a concentrarsi nel tuo corpo 285 volte meglio di quando non è potenzata.

Inoltre, in questo modo, riesce a rimanere sul campo di battaglia molte ore rispetto ai pochi minuti di quando è usata nella semplice polvere di curcuma.

Questa curcumina potenziata dai neuroscienziati americani, in grado di aumentare così bene il suo assorbimento e la sua durata nell’organismo, la trovi cliccando questo link: https://www.bioeleva.com/prodotto/vitaeleva-curcuma-biopotenziata/


(1) E Sikora et al. Curcumin, inflammation, ageing and age-related diseases Immun Ageing. 2010;7:1.
(2) Ajaikumar B Kunnumakkara et al. Curcumin, the golden nutraceutical: multitargeting for multiple chronic diseases British Journal of Pharmacology (2017) 174 1325–1348
(3) Gota VS, Maru GB, Soni TG, Gandhi TR, Kochar N, Agarwal MG. Safety and pharmacokinetics of a solid lipid curcumin particle formulation in osteosarcoma patients and healthy volunteers. J Agric Food Chem. 2010 Feb 24;58(4):2095-9
(4) Cox KH, Pipingas A, Scholey AB. Investigation of the effects of solid lipid curcumin on cognition and mood in a healthy older population. J Psychopharmacol. 2014 Oct 2
La battaglia della curcuma contro il fattore NF-kB: ecco come la curcuma agisce contro l’infiammazione e come tu puoi godere di questo beneficio senza cadere nella trappola della curcuma alimentare.

La battaglia della curcuma contro il fattore NF-kB: ecco come la curcuma agisce contro l’infiammazione e come tu puoi godere di questo beneficio senza cadere nella trappola della curcuma alimentare.

“Sì, vabbè e dopo?”

Questa è stata la mia reazione un po’ scettica la prima volta che avevo letto l’elenco dei benefici della curcuma.

Vale a dire una sfilza di effetti salutari cha vanno dall’ambito gastrointestinale a quello delle articolazioni e dei muscoli; dal sistema immunitario, allo stress ossidativo…

Allora lavoravo per un’azienda farmaceutica e non conoscevo bene i rimedi naturali e la fitoterapia.

Perciò tutte le volte che leggevo troppi vantaggi, io, abituato com’ero a studiare le azioni più limitate e circoscritte dei farmaci di sintesi, storcevo il naso.

Non sapevo ancora che per le piante officinali le cose vanno spessissimo così: funzionano debolmente su una determinata via d’azione, ma in compenso agiscono su più vie, tanto che l’effetto finale risulta una sommatoria di tanti effetti. Per cui è normale trovare un elenco di benefici.

Per la curcuma la cosa rimane evidente anche se consideri solo la sua azione antinfiammatoria.

Infatti, studiando questo effetto ad opera del suo principio più attivo, la curcumina, sono arrivato a contare quasi 30 vie infiammatorie su cui agisce questa pianta prodigiosa. Cioè quasi 30 tipi di molecole infiammatorie contro cui lotta la curcumina nel nostro organismo.

C’è però un protagonista che entra quasi sempre in campo quando si seguono questi meccanismi infiammatori. È una molecola presente nel nostro organismo e che scatena la maggior parte delle altre molecole infiammatorie. E, guarda caso, è uno dei bersagli preferiti della curcumina:

Il cosiddetto fattore NF-kB

Il fattore NF-kB è una proteina molto particolare. Solitamente si trova nelle cellule legato ad un’ulteriore proteina (un inibitore) che lo tiene buono, inattivo, tranquillo.

Capita però che sotto particolari stimoli esterni, dati ad esempio da infezioni, traumi, cattiva alimentazione, esagerata attività fisica, obesità addominale, il fattore NF-kB riesce a liberarsi e si attiva.

Cosa combina?

Funziona da regolatore della trascrizione del DNA. Cioè è come una specie di interruttore.

Quando è “acceso” da quegli stimoli esterni, scatena tutta una serie di reazioni che cominciano da alcune sequenze di DNA e portano alla produzione di proteine infiammatorie e radicali liberi.

Insomma è il principale attivatore dei meccanismi infiammatori che possono interessare i muscoli, i tendini, le articolazioni, ma anche i vari organi interni.

La curcumina, impedendo l’attivazione del fattore NF-kB, interviene contro una miriade di processi infiammatori.

Ecco perchè può aiutare ad esempio contro i dolori muscolari e articolari o contro i meccanismi di formazione dei radicali liberi.

Ecco perchè può aiutare ad esempio contro l’infiammazione al fegato (steatoepatite) e contro l’infiammazione di base provocata dal grasso in eccesso o da una alimentazione poco salutare.

A quanto pare, questo fattore NF-kB viene “risvegliato” e “acceso” anche nelle cellule tumorali quando vengono attaccate dai farmaci antitumorali.

In questo caso il fattore NF-kB aiuta queste cellule maligne a produrre proteine che ne aumentano la sopravvivenza e la resistenza ai farmaci.

Ecco l’importanza della curcumina che, andando a bloccare questo fattore NF-kB, renderebbe i tessuti tumorali più sensibili ai farmaci.

Questi ultimi effetti della curcuma sono un punto di partenza per un importante filone di ricerca. Quello che studia la curcuma in abbinamento alle moderne terapie antitumorali per ridurre gli effetti collaterali dei farmaci anticancro e potenziarne l’azione sul tumore.

Il grosso problema della curcuma alimentare.

Gli effetti della curcumina sul fattore NF-kB sono però contrastati da un grosso problema.

Ancora una volta, infatti, gli studi mostrano un’ enorme difficoltà della curcuma nell’essere assimilata.

Anche in grandi quantità, nei limiti della tollerabilità, le concentrazioni nel sangue di curcumina rimangono estremamente basse se non si potenzia la curcuma. Se non si riesce a far assimilare abbastanza curcumina e a mantenerla integra nel sangue per un tempo sufficiente, non si riesce a farla agire contro il fattore NF-kB.

 

Ecco perchè moltissimi articoli che trovi in giro sulla curcuma sono fuorvianti e ingannevoli. Perchè ti snocciolano tutto l’elenco corposo delle proprietà benefiche della curcuma ma ti promettono che potrai goderne semplicemente portandola in tavola come condimento.

 

Mettine un pizzico di qua, usala sul pesce, mettila nel pollo e giù una serie di ricette culinarie. Molte sono anche interessanti e decisamente da provare, certamente.

Ma così stai sicuro che non ottieni tutti gli effetti benefici elencati nell’articolo che ti presenta la ricetta.

Il motivo è sempre quello: questa spezia ha il grandissimo limite di venir assorbita pochissimo. La sua principale sostanza attiva, la curcumina, non solo fatica ad essere assimilata, ma quel poco che entra in circolo, viene rapidamente trasformata in altre sostanze. E queste ultime sono meno o per nulla attive rispetto alla curcumina.

Nella curcuma alimentare poi trovi al massimo un 5% di curcumina.

Quindi non è vero che quella spolverata di curcuma ti permette di combattere l’azione del fattore NF-kB.

Lo so che spesso ti suggeriscono di aumentarne l’assorbimento con l’aggiunta del pepe.

Certo, aiuta la curcumina a venire assorbita un po’ di più, però aiuta anche tutte le sostanze presenti nell’intestino ad essere assorbite di più. Pure quelle tossiche e nocive.

Il pepe infatti aumenta la permeabilità intestinale e fa passare di tutto.

Bisogna sempre chiedersi come mai di certi effetti nel nostro organismo!

Inoltre gli studi scientifici mostrano che anche gli estratti secchi di curcuma concentrati in curcumina (fino al 95%) fanno fatica a dare risultati senza un potenziamento.

Se vuoi riuscire a far entrare in circolo abbastanza curcumina per farla agire contro il fattore NF-kB, hai bisogno di potenziarla seriamente. Vale a dire, ad esempio, con un rivestimento naturale che non solo aumenta il suo assorbimento, ma la fa durare, nel sangue, il tempo sufficiente perchè agisca. (Cosa che il pepe non fa)

Ed è proprio quello che si ottiene da una speciale miscela naturale di rivestimento, che è stata trovata e testata da alcuni scienziati dell’università della California (UCLA) dopo 10 anni di ricerca.

Hanno visto che non bastava mescolare la curcuma con dei grassi qualsiasi o col latte. E non bastava certamente usare la curcuma come condimento. Ma occorreva una speciale miscela naturale che coprisse le particelle di curcumina migliorando la sua biodisponibilità nel nostro organismo. Ne hanno trovata una con questi specifici effetti:

  • Assorbimento della curcumina aumentato di almeno 65 volte
  • Maggiore durata in circolo di curcumina libera, cioè non trasformata in sostanze inattive
  • Diventa sufficiente anche una sola somministrazione giornaliera (contro le due o più di altre curcumine)

Ecco perchè questa particolare curcuma potenziata è diventata l’ingrediente principale di un integratore naturale biopotenziato. Cioè col dosaggio corretto di curcuma potenziata e in speciali compresse pensate per concentrare e proteggere dalle alterazioni l’ingrediente principale.

In questo modo puoi sfruttare l’azione potenziata della curcumina contro il fattore NF-kB e contro tutti i meccanismi infiammatori che scatena.

Se vuoi vedere o acquistare questo prodotto a base di curcuma potenziata, ti basta andare qui => https://www.bioeleva.com/prodotto/vitaeleva-curcuma-biopotenziata/

Ecco quando la curcuma può realmente velocizzare il recupero muscolare e frenare il danno ai tuoi muscoli, dopo uno sforzo intenso.

Ecco quando la curcuma può realmente velocizzare il recupero muscolare e frenare il danno ai tuoi muscoli, dopo uno sforzo intenso.

curcuma-e-recupero-muscolareLa sensazione era veramente fastidiosa. Mi sentivo praticamente i muscoli a pezzi.

Anche quelli che non sapevo nemmeno esistessero, e che invece quel giorno lanciavano fitte di dolore.

Eppure erano già passati un paio di giorni da quei 22 km che avevo corso.

Forse pesava anche la mezza maratona della settimana prima.

Sì, lo so, due così ravvicinate è proprio da runner principianti e un po’ incoscienti.

Ma a me interessava solo correre immerso nel verde della natura, sostenuto dal fiato che non mi mancava.

E così mi ritrovavo con questi dolori muscolari che trascinavo da un po’.

Confesso che subito avevo cominciato ad esibirli come trofei di chissà quale impresa eroica.

Ma dopo qualche giorno cominciavano proprio a rompere. Stavano durando un po’ più del solito e mi stavano impedendo, tra l’altro, di ricominciare a correre.

Non so se è mai successo anche a te.

Potresti subire anche tu le conseguenze di una corsa più intensa del solito. E magari su un tracciato più sconnesso o pieno di saliscendi.

Oppure ti frega una bella ma impegnativa escursione in montagna, per colpa soprattutto  delle discese che “tagliano le gambe”.

Oppure la causa può essere troppa palestra o anche solo una partitella di tennis che ti ha attratto irresistibilmente anche se eri giù di allenamento.

Il risultato, alla fine, è molto simile al mio: indolenzimento muscolare, dolore, perdita di forza con fragilità muscolare e, a volte, anche rigidità e gonfiore.

Ricordo bene che in quei giorni, la mattina, mi alzavo dal letto con fatica e mi muovevo in casa al rallentatore per prepararmi la colazione, vestirmi e uscire.

E durante il giorno faticavo a fare anche i soliti movimenti.

È un fenomeno a cui hanno dato il nome di DOMS, l’acronimo inglese per indicare l’indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata.

È una normale risposta dell’organismo a:

  • Sforzi di una certa importanza
  • Attività fisiche non abituali

Può essere utile per far crescere la massa muscolare e aumentare la capacità di recupero nel lungo termine.

Nel breve termine però, il danno muscolare e il dolore che lo accompagna potrebbero essere molto aggressivi.

Tanto da limitare le tue performance per diversi giorni e farti saltare gli allenamenti che avevi in programma. Oppure la competizione a cui tenevi tanto, o l’escursione decisa con gli amici.

Insomma sono dolori doppiamente rompiscatole.

Infatti da una parte ti senti azzannare i muscoli anche semplicemente camminando.

Dall’altra questo dolore muscolare sta magari interferendo sul tuo programma di allenamento o di attività fisica

E ti costringe a giornate di riposo forzate, oppure limita grandemente le tue performance.

Può capitare anche che non vada via mai del tutto, o che rimanga per lunghi periodi

Che cosa sta succedendo ai tuoi muscoli?

Non dipende dall’accumulo di acido lattico, come alcuni ancora pensano, perché esso viene smaltito nel giro di 30-120 minuti.

Sono invece micro-traumi muscolari che provocano dolore e infiammazione.

Se capita spesso e per tempi lunghi devi stare molto attento. Soprattutto se si aggiungono lo stress e la pressione emotiva a metterci il carico.

In questi casi, infatti, puoi avere infiammazioni che, a lungo andare, potrebbero provocarti degradazione muscolare, artrite e tendinite. E questo non devi assolutamente sottovalutarlo!  Perchè sono situazioni patologiche difficili poi da trattare con successo, e pure dispendiose.

È vero che non sto parlando di danni muscolari come contratture, stiramenti o strappi.

Tuttavia, anche per questi indolenzimenti così persistenti come i DOMS, la tentazione di assumere farmaci antinfiammatori è grande.

Infatti non vedi l’ora di calmare i sintomi e riprendere a muoverti come prima.

Solo che, se prendi antinfiammatori, corri anche il rischio di ostacolare la corretta rigenerazione dei muscoli.

Questi farmaci, infatti, tendono a contrastare la crescita muscolare in risposta allo sforzo compiuto. Per non parlare degli effetti collaterali che danno, anche sul sistema nervoso centrale (1).

Allora che puoi farei?
Potresti affidarti a qualche rimedio naturale.

Potrebbe venirti in mente di utilizzare integratori a base di glucosammina per esempio.
Che però è utile più che altro per le articolazioni, visto che protegge e sostiene le cartilagini.

Quindi?

Ecco un rimedio naturale che dà risultati, ma a una condizione.

Quando si parla di infiammazione e rimedi naturali si fa in fretta ad arrivare alla curcuma.

Ne parlano praticamente tutti i media.

“La spezia guaritrice”

“Ricetta antinfiammatoria con curcuma!”

“La radice d’oro per la tua salute!”

E così via, in una gara creativa al titolo più fantasioso e stimolante.

Il bello è che in parte hanno ragione.

L’azione antinfiammatoria, anche potente della curcuma, grazie al suo più importante principio attivo, la curcumina, è stata dimostrata in parecchi studi.

E per di più la curcumina agisce non solo limitando la produzione di enzimi che scatenano l’infiammazione (pro- infiammatori). Ma anche contrastando molto bene i radicali liberi che ostacolano il recupero muscolare.

Perciò è vero, la curcuma potrebbe essere un’ottima idea!

Potresti cioè recuperare più velocemente lo stato muscolare ottimale.

Ridurresti di fatto l’infiammazione, riuscendo magari a non scombinare più di tanto i tuoi piani per gli allenamenti o gli appuntamenti sportivi programmati

Ma a una condizione. Che vengano risolti 2 problemi che quasi sempre non ti dicono:

⁃ La curcuma presa così com’è viene assorbita pochissimo dal nostro organismo e quindi il suo effetto è insignificante

⁃  La curcumina, il principio attivo della curcuma che può aiutare i tuoi muscoli, è contenuta in piccole percentuali nella pianta. Bisognerebbe prenderne quantità giornaliere impressionanti.

Perciò se ti affidi alla semplice polvere che trovi in erboristeria, o acquisti il rizoma intero per averla ancora più “naturale”, otterrai scarsissimi risultati sui tuoi muscoli.

La curcuma ha dimostrato le sue salutari proprietà in studi controllati con quantità concentrate di curcumina.

Per testarla sul recupero muscolare non è bastato nemmeno averla concentrata.

Hanno usato addirittura una curcuma ottimizzata. Cioè rivestita di una speciale miscela naturale che aumenta il suo assorbimento nel nostro corpo e ne potenzia l’azione.

Questa infatti è la condizione necessaria per godere realmente e al massimo  dei benefici di questa pianta.

E per verificare la sua efficacia, non basta certo chiedere ai soggetti testati: “Allora, va meglio oggi?”

Ci sono diversi parametri oggettivi di laboratorio che si possono tenere sotto controllo per monitorare il recupero muscolare. Come ad esempio:

  • Le citochine, sostanze prodotte dal nostro corpo in caso di infiammazione in corso.
  • La creatinchinasi, enzima che aumenta nel sangue in presenza di danno muscolare.

Sulla base di questi parametri, i ricercatori della University North Texas hanno testato questa curcuma speciale.(2)

Hanno controllato la sua azione contro il danno muscolare indotto dall’esercizio e contro l’indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata (DOMS).

Guardiamo subito i numeri, per avere un’idea ben chiara dei risultati.

Ai soggetti testati, dopo 4 gg dallo sforzo fisico, è stata misurata la riduzione di due segnali dell’infiammazione: le citochine TNF-α e IL-8. E anche il livello del segnale di danno muscolare: la creatinchinasi.

Confrontati col placebo.
Curcuma potenziata vince sul placebo 3-0.

Con un -25% di TNF-α e -21% IL-8  e -48% di creatinchinasi la curcuma potenziata ha abbassato significativamente i valori legati all’infiammazione e al danno muscolare,

Le proprietà antinfiammatorie proprio di questa particolare curcuma ottimizzata erano state già dimostrate in un altro studio.(3)

Questa curcuma speciale potrebbe quindi realmente aiutarti ad ottenere un recupero muscolare più veloce e un miglioramento della capacità funzionale.

Potresti così frenare l’evoluzione dell’infiammazione in qualcosa di più grave, col tempo. Prendi ad esempio anche solo la tendinite. Sapessi che lunga e difficile che è da trattare. Per non dire anche dolorosa!

Se vuoi darti la possibilità di sfruttare tutta la potenzialità di questa curcuma, eccola come ingrediente principale del rimedio naturale biopotenziato che trovi cliccando qui => curcuma biopotenziata

 


1. E. Auriel, K. Regev, A.D. Korczyn, Nonsteroidal anti-inflammatory drugs exposure and the central nervous system, Handb. Clin. Neurol. 119 (2014) 577–584.

2. B.K. McFarlina, A.S. Venablea, A.L. Henninga, J.N Best Sampsona, K. Pennela, J.L. Vingrena, D.W. Hilla; Reduced inflammatory and muscle damage biomarkers following oral supplementation with bioavailable curcumin; BBA Clinical, Volume 5, June 2016, Pages 72–78

3.  Nahar PP, Slitt AL, Seeram NP. Anti-Inflammatory Effects of Novel Standardized Solid Lipid Curcumin Formulations. J Med Food. 2014 Dec 9