Sulla copertina del famoso settimanale TIME è comparso, qualche anno fa, un inquietante “personaggio”.

Il titolo che campeggiava era:

“IL KILLER MISTERIOSO” 

E sotto compariva una breve introduzione che svelava l’identità di questo criminale: l’infiammazione di basso grado.

Infatti la scritta tradotta dall’inglese proseguiva così:

“Il sorprendente collegamento tra infiammazione, attacchi cardiaci, cancro, Alzheimer e altre malattie” 

Chissà perché dopo di allora questo argomento così importante per la nostra salute è stato insabbiato, facendo capolino solo in ambienti specialistici. Ogni tanto viene riesumato da qualche medico in gamba, da qualche bravo nutrizionista o da studiosi dalle ampie vedute.

Eppure l’infiammazione di basso grado è stato definita un vero e proprio killer e non solo dal TIME, ma anche da varie riviste scientifiche.

Per questo motivo vorrei che per un attimo tu immaginassi di partecipare ad un’indagine poliziesca per scovare e neutralizzare questo nemico numero uno della nostra salute.

Supponi di essere nell’ufficio virtuale dell’FBI o dell’INTERPOL e di analizzare il profilo di questo ricercato così pericoloso da scatenare malattie anche mortali, in maniera subdola e silente.

Il suo nome abbiamo detto che è: infiammazione di basso grado.

Aggiungiamo pure l’aggettivo “cronica” all’infiammazione, perché così è.

“Ah beh – potresti commentare – non mi riguarda. Per adesso sto discretamente bene. L’ultima infiammazione che ho avuto è stata al braccio dopo quella partita a tennis…è stata alla schiena perché ho sollevato quel peso…è stata alla spalla perché ho dormito in una brutta posizione…Vabbè, comunque l’ho avuta per un po’ di giorni, poi basta. Niente di cronico.”

Aspetta a cantare vittoria e a sederti rilassato, pensando che il pericolo sia distante, come quando senti parlare di un assassino seriale ricercato nel lontano Minnesota.

Te lo dico perché, analizzando bene l’identikit di questo criminale, esso è molto più vicino di quello che pensi.

Si parla infatti di infiammazione di basso grado cronica.

Avendo un basso livello essa possiede, come caratteristica principale, quella di essere silenziosa, senza sintomi, priva di gonfiori, rossori o dolori.

Non è cioè quell’infiammazione che avverti perché qualche parte del tuo corpo è dolente e ti strappa delle smorfie per il male che avverti.

Quel tipo di infiammazione che ti provoca dolore, e che dura un tempo limitato, è utile al tuo organismo per combattere un’infezione o favorire la guarigione di un’articolazione, ad esempio.

Ma qui, il killer silenzioso di cui si parla, è un’infiammazione di così basso livello da non dare sintomi per lungo tempo.

Nel frattempo però dilaga in tutto l’organismo, fa proliferare radicali liberi in continuazione e scatena delle piccole alterazioni, delle minuscole modifiche al tuo metabolismo che piano piano minano la tua salute.

A lungo andare questa tacita minaccia può esplodere in malattie anche gravi.

E da cosa è provocata?

L’alimentazione poco sana, l’inquinamento, lo stress, la scarsità di sonno, il contatto continuo con allergeni sono delle tipiche condizioni in grado di scatenare questo nemico silenzioso.

Lo vedi che non è così lontano questo criminale?

Anzi, si trova a suo agio e prolifica nelle società industrializzate come la nostra.

Da tempo è stato dimostrato che questo killer così subdolo è alla base di molte malattie cardiovascolari, dell’ipertensione, dei tumori, della fibromilagia, di patologie reumatiche e di tante altre.

È anche il principale responsabile di un cattivo invecchiamento del corpo e della mente.

In realtà, ad un’indagine un po’ più attenta, questo pericoloso criminale qualche traccia la lascia.

Può infatti dare stanchezza cronica, mal di testa continui, difficoltà nel perdere peso, disturbi del sonno, dell’umore e della memoria.

La stessa obesità è caratterizzata da uno stato infiammatorio di base che aumenta l’accumulo di grasso. Esso, a sua volta, favorisce l’infiammazione.  Si crea così un circolo vizioso difficile da interrompere.

Riassumiamo quindi la situazione.

Siamo circondati da condizioni che favoriscono lo stress, insidiati da cibo pieno di zuccheri e di tossine che favoriscono l’infiammazione, assediati da agenti inquinanti che tocchiamo e respiriamo.

È proprio il caso di dire che il killer silenzioso è tra noi e sta agendo indisturbato senza che ci preoccupiamo più di tanto di lui.

Solo quando scatena patologie importanti ci risvegliamo dal nostro sonno ad occhi aperti e ci diamo da fare per guarire il danno già fatto. Così comincia il calvario delle visite specialistiche, del su e giù snervante tra ospedali e ambulatori, delle cure farmacologiche, spesso croniche come le malattie che cercano di curare.

Facciamo un passo indietro.

Puoi intervenire prima per cercare di scongiurare tutto questo? O per evitare di peggiorare le cose?

I medici più in gamba, quando hanno tempo tra una scartoffia e l’altra, ti dovrebbero parlare, a questo punto, di sana alimentazione, sport, movimento.

I più aperti e preparati ti dovrebbero citare anche la ginnastica mentale ed emotiva per combattere lo stress.

E farebbero molto bene, perché sono tutte azioni da intraprendere per prevenire o arginare l’infiammazione cronica di basso grado.

Ma ce l’hai la forza, il tempo, i soldi e le conoscenze per adottare una dieta il più possibile biologica e ricca di nutrienti benèfici? Per dedicarti al salutare sport quotidiano? Per intraprendere strategie di lotta contro lo stress, di allenamento della mente, di palestra per le emozioni?

Certo, qualcosa riesci a fare, ma intraprendere tutte queste strategie è molto difficile. E spesso non bastano nemmeno.

Esiste qualcos’altro che possa aiutarti in questa guerra contro l’infiammazione di basso grado cronica?

Sì, esiste.

Da anni gli studiosi ricercano quegli ingredienti naturali in grado di apportare benefici fisiologici al nostro organismo o fornire protezione contro malattie croniche.

Questi ingredienti vengono chiamati anche nutraceutici. (1)

E a proposito di strategie per combattere il nostro killer silenzioso, l’attenzione degli scienziati si è focalizzata molto sulla curcumina, il principio attivo della curcuma.

Di fronte ad un nemico come l’infiammazione cronica, di basso grado, che agisce su più fronti, coinvolgendo contemporaneamente più meccanismi d’azione, servirebbe un “eroe”.

Ma non uno qualsiasi, bensì uno che riesca a contrastare il killer in tutti quei canali attraverso cui esso agisce.

La curcumina della curcuma ha dimostrato, in migliaia di studi, di agire contemporaneamente come antinfiammatorio e antiossidante, aiutando così il corpo anche a neutralizzare l’eccesso di radicali liberi provocato dall’infiammazione silente.

In più la sua azione antinfiammatoria è preziosissima perché si esprime in molteplici azioni, con un’attività multitasking. (2)

Immagina cioè la curcumina come una task force, un reparto speciale di difensori della tua salute che intervengono su vari obiettivi contemporaneamente.

In questo modo “possono sopprimere lo stato che favorisce l’infiammazione e che è coinvolto nell’invecchiamento e nel sorgere di malattie ad esso collegate” (1)

Ma ancora una volta la curcumina si dimostra un reparto speciale “dalle armi spuntate” che sparano a salve se non si risolve il suo grosso problema della scarsa biodisponibilità.

La curcumina infatti viene pochissimo assorbita e per di più è velocemente eliminata dal tuo organismo.

È come dire che la curcumina è sì una squadra molto efficiente di difensori della tua salute, ma tu devi riuscire  prima a farli infiltrare nel tuo  organismo e lasciarceli per un po’ di tempo. Solo così possono svolgere la loro azione difensiva.

Devi insomma riuscire a “paracadutarli” nella zona di guerra.

Allora potranno intervenire con successo contro l’infiammazione che mette a ferro e fuoco il tuo organismo e potranno neutralizzare l’invasione barbara dei radicali liberi.

Soprattutto se vuoi far arrivare la curcumina anche in un punto nevralgico e molto importante del tuo corpo: il cervello.

Ecco perché proprio dei neuroscienziati hanno aiutato e supervisionato la creazione di un sistema naturale di potenziamento della curcumina. Hanno trovato cioè una speciale miscela naturale in grado di inglobare la curcumina, trasportarla nel tuo organismo, farla arrivare anche fino al cervello, e lasciarle il tempo di agire. (3)(4)

Una curcumina così, diventa infatti una task force che riesce a concentrarsi nel tuo corpo 285 volte meglio di quando non è potenzata.

Inoltre, in questo modo, riesce a rimanere sul campo di battaglia molte ore rispetto ai pochi minuti di quando è usata nella semplice polvere di curcuma.

Questa curcumina potenziata dai neuroscienziati americani, in grado di aumentare così bene il suo assorbimento e la sua durata nell’organismo, la trovi cliccando questo link: https://www.bioeleva.com/prodotto/vitaeleva-curcuma-biopotenziata/


(1) E Sikora et al. Curcumin, inflammation, ageing and age-related diseases Immun Ageing. 2010;7:1.
(2) Ajaikumar B Kunnumakkara et al. Curcumin, the golden nutraceutical: multitargeting for multiple chronic diseases British Journal of Pharmacology (2017) 174 1325–1348
(3) Gota VS, Maru GB, Soni TG, Gandhi TR, Kochar N, Agarwal MG. Safety and pharmacokinetics of a solid lipid curcumin particle formulation in osteosarcoma patients and healthy volunteers. J Agric Food Chem. 2010 Feb 24;58(4):2095-9
(4) Cox KH, Pipingas A, Scholey AB. Investigation of the effects of solid lipid curcumin on cognition and mood in a healthy older population. J Psychopharmacol. 2014 Oct 2