“Sì, vabbè e dopo?”

Questa è stata la mia reazione un po’ scettica la prima volta che avevo letto l’elenco dei benefici della curcuma.

Vale a dire una sfilza di effetti salutari cha vanno dall’ambito gastrointestinale a quello delle articolazioni e dei muscoli; dal sistema immunitario, allo stress ossidativo…

Allora lavoravo per un’azienda farmaceutica e non conoscevo bene i rimedi naturali e la fitoterapia.

Perciò tutte le volte che leggevo troppi vantaggi, io, abituato com’ero a studiare le azioni più limitate e circoscritte dei farmaci di sintesi, storcevo il naso.

Non sapevo ancora che per le piante officinali le cose vanno spessissimo così: funzionano debolmente su una determinata via d’azione, ma in compenso agiscono su più vie, tanto che l’effetto finale risulta una sommatoria di tanti effetti. Per cui è normale trovare un elenco di benefici.

Per la curcuma la cosa rimane evidente anche se consideri solo la sua azione antinfiammatoria.

Infatti, studiando questo effetto ad opera del suo principio più attivo, la curcumina, sono arrivato a contare quasi 30 vie infiammatorie su cui agisce questa pianta prodigiosa. Cioè quasi 30 tipi di molecole infiammatorie contro cui lotta la curcumina nel nostro organismo.

C’è però un protagonista che entra quasi sempre in campo quando si seguono questi meccanismi infiammatori. È una molecola presente nel nostro organismo e che scatena la maggior parte delle altre molecole infiammatorie. E, guarda caso, è uno dei bersagli preferiti della curcumina:

Il cosiddetto fattore NF-kB

Il fattore NF-kB è una proteina molto particolare. Solitamente si trova nelle cellule legato ad un’ulteriore proteina (un inibitore) che lo tiene buono, inattivo, tranquillo.

Capita però che sotto particolari stimoli esterni, dati ad esempio da infezioni, traumi, cattiva alimentazione, esagerata attività fisica, obesità addominale, il fattore NF-kB riesce a liberarsi e si attiva.

Cosa combina?

Funziona da regolatore della trascrizione del DNA. Cioè è come una specie di interruttore.

Quando è “acceso” da quegli stimoli esterni, scatena tutta una serie di reazioni che cominciano da alcune sequenze di DNA e portano alla produzione di proteine infiammatorie e radicali liberi.

Insomma è il principale attivatore dei meccanismi infiammatori che possono interessare i muscoli, i tendini, le articolazioni, ma anche i vari organi interni.

La curcumina, impedendo l’attivazione del fattore NF-kB, interviene contro una miriade di processi infiammatori.

Ecco perchè può aiutare ad esempio contro i dolori muscolari e articolari o contro i meccanismi di formazione dei radicali liberi.

Ecco perchè può aiutare ad esempio contro l’infiammazione al fegato (steatoepatite) e contro l’infiammazione di base provocata dal grasso in eccesso o da una alimentazione poco salutare.

A quanto pare, questo fattore NF-kB viene “risvegliato” e “acceso” anche nelle cellule tumorali quando vengono attaccate dai farmaci antitumorali.

In questo caso il fattore NF-kB aiuta queste cellule maligne a produrre proteine che ne aumentano la sopravvivenza e la resistenza ai farmaci.

Ecco l’importanza della curcumina che, andando a bloccare questo fattore NF-kB, renderebbe i tessuti tumorali più sensibili ai farmaci.

Questi ultimi effetti della curcuma sono un punto di partenza per un importante filone di ricerca. Quello che studia la curcuma in abbinamento alle moderne terapie antitumorali per ridurre gli effetti collaterali dei farmaci anticancro e potenziarne l’azione sul tumore.

Il grosso problema della curcuma alimentare.

Gli effetti della curcumina sul fattore NF-kB sono però contrastati da un grosso problema.

Ancora una volta, infatti, gli studi mostrano un’ enorme difficoltà della curcuma nell’essere assimilata.

Anche in grandi quantità, nei limiti della tollerabilità, le concentrazioni nel sangue di curcumina rimangono estremamente basse se non si potenzia la curcuma. Se non si riesce a far assimilare abbastanza curcumina e a mantenerla integra nel sangue per un tempo sufficiente, non si riesce a farla agire contro il fattore NF-kB.

 

Ecco perchè moltissimi articoli che trovi in giro sulla curcuma sono fuorvianti e ingannevoli. Perchè ti snocciolano tutto l’elenco corposo delle proprietà benefiche della curcuma ma ti promettono che potrai goderne semplicemente portandola in tavola come condimento.

 

Mettine un pizzico di qua, usala sul pesce, mettila nel pollo e giù una serie di ricette culinarie. Molte sono anche interessanti e decisamente da provare, certamente.

Ma così stai sicuro che non ottieni tutti gli effetti benefici elencati nell’articolo che ti presenta la ricetta.

Il motivo è sempre quello: questa spezia ha il grandissimo limite di venir assorbita pochissimo. La sua principale sostanza attiva, la curcumina, non solo fatica ad essere assimilata, ma quel poco che entra in circolo, viene rapidamente trasformata in altre sostanze. E queste ultime sono meno o per nulla attive rispetto alla curcumina.

Nella curcuma alimentare poi trovi al massimo un 5% di curcumina.

Quindi non è vero che quella spolverata di curcuma ti permette di combattere l’azione del fattore NF-kB.

Lo so che spesso ti suggeriscono di aumentarne l’assorbimento con l’aggiunta del pepe.

Certo, aiuta la curcumina a venire assorbita un po’ di più, però aiuta anche tutte le sostanze presenti nell’intestino ad essere assorbite di più. Pure quelle tossiche e nocive.

Il pepe infatti aumenta la permeabilità intestinale e fa passare di tutto.

Bisogna sempre chiedersi come mai di certi effetti nel nostro organismo!

Inoltre gli studi scientifici mostrano che anche gli estratti secchi di curcuma concentrati in curcumina (fino al 95%) fanno fatica a dare risultati senza un potenziamento.

Se vuoi riuscire a far entrare in circolo abbastanza curcumina per farla agire contro il fattore NF-kB, hai bisogno di potenziarla seriamente. Vale a dire, ad esempio, con un rivestimento naturale che non solo aumenta il suo assorbimento, ma la fa durare, nel sangue, il tempo sufficiente perchè agisca. (Cosa che il pepe non fa)

Ed è proprio quello che si ottiene da una speciale miscela naturale di rivestimento, che è stata trovata e testata da alcuni scienziati dell’università della California (UCLA) dopo 10 anni di ricerca.

Hanno visto che non bastava mescolare la curcuma con dei grassi qualsiasi o col latte. E non bastava certamente usare la curcuma come condimento. Ma occorreva una speciale miscela naturale che coprisse le particelle di curcumina migliorando la sua biodisponibilità nel nostro organismo. Ne hanno trovata una con questi specifici effetti:

  • Assorbimento della curcumina aumentato di almeno 65 volte
  • Maggiore durata in circolo di curcumina libera, cioè non trasformata in sostanze inattive
  • Diventa sufficiente anche una sola somministrazione giornaliera (contro le due o più di altre curcumine)

Ecco perchè questa particolare curcuma potenziata è diventata l’ingrediente principale di un integratore naturale biopotenziato. Cioè col dosaggio corretto di curcuma potenziata e in speciali compresse pensate per concentrare e proteggere dalle alterazioni l’ingrediente principale.

In questo modo puoi sfruttare l’azione potenziata della curcumina contro il fattore NF-kB e contro tutti i meccanismi infiammatori che scatena.

Se vuoi vedere o acquistare questo prodotto a base di curcuma potenziata, ti basta andare qui => https://www.bioeleva.com/prodotto/vitaeleva-curcuma-biopotenziata/