Large diverse multiethnic medical team standing cheering and punching the air with their fists as they celebrate a success or motivate themselves isolated on white

Non so proprio che faccia hanno fatto quei ragazzi quando hanno ricevuto la proposta.

Certamente poteva suonare strana a degli studenti del quarto anno di medicina come loro.

Ma andiamo con ordine.

Ci troviamo a Southampton,  città sulla costa meridionale dell’Inghilterra, famosa perchè tanti anni fa, dal suo porto, salpò il Titanic.

La vicenda che invece oggi ci interessa è avvenuta solo qualche anno fa.

La stagione fredda era già cominciata nella cittadina inglese, e la pioggia aveva intensificato la sua presenza.

I viali del Campus Universitario erano lucidi e contornati da alberi spogli. E mettevano ancor più in risalto gli edifici di uno dei maggiori istituti universitari di ricerca inglese, costantemente ai primi posti nelle classifiche britanniche.

Proprio in questa Università e nel pieno della stagione fredda, si è deciso di attuare un particolare esperimento.

A un centinaio di studenti della facoltà di medicina, infatti, è stata fatta la seguente proposta. Sarebbero stati loro stessi soggetti di uno studio scientifico.

E non per sperimentare un farmaco, ma per testare l’effetto benefico di una sostanza naturale. Cioè un betaglucano estratto dal lievito di birra e potenziato grazie ad innovative tecniche di purificazione.

Il betaglucano è un particolare carboidrato che trovi in alcune fibre alimentari e nei funghi. È da tempo conosciuto per i vantaggi che potrebbe portare al nostro sistema immunitario.

Vantaggi che spesso sono frenati dalla presenza di impurità o altre sostanze innocue che ne limitano l’azione benefica, quando non è adeguatamente purificato e potenziato.

Ma qual era il beneficio da valutare  su questi ragazzi?

Scoprire se il betaglucano così ottimizzato riusciva veramente ad aiutarli a contrastare il raffreddore e gli altri malanni di stagione.

D’altronde erano nel pieno del periodo influenzale.

Erano studenti solitamente sollecitati ad approfondire bene patologie molto complesse, farmaci  sofisticati e interventi chirurgici particolari.

Quella volta, invece, è stato chiesto loro di aiutare la scienza per qualcosa di molto più semplice, ma ancora senza soluzioni soddisfacenti: come si può contrastare efficacemente il raffreddore e i malanni tipici della stagione fredda? E senza ricorrere a farmaci?

È un po’ la domanda che potresti farti quando l’estate finisce e già i primi sbalzi di temperatura cominciano a provare la tua salute. Sai bene che si comincia con un forte raffreddore e si può finire ko sul divano.

Cioè, ne vogliamo parlare di quanto è infame il raffreddore? Devi girare con sei pacchi di fazzoletti in macchina o in borsa per tutto l’inverno. E se te li scordi ti tocca, con imbarazzo, tirar su col naso fino a farti scoppiare il cervello.

Poi sei costretto a parlare con una voce a trombetta, o a stare a tavola senza assaporare più nulla perché gusto e olfatto sono andati in tilt.

Senza contare che già dopo tre giorni non hai più un naso, sembri un lebbroso e gli altri fanno fatica ad avvicinarsi.

Se poi il raffreddore ti colpisce in un momento di forte stress, in cui le tue difese immunitarie sono abbassate, può sviluppare complicazioni come bronchite e polmonite.

Supponiamo che tu sia anche uno di quegli eroi o eroine tuttofare dei tempi moderni!

Devi cioè conciliare i ritmi frenetici del lavoro con quelli della famiglia e dei figli. E in più magari hai degli animali da accudire e un familiare anziano da seguire.

Fa in fretta il raffreddore a portarsi dietro anche gli altri malanni di stagione, che smorzano tutti i tuoi super poteri.

Per non parlare poi di quando diventa un fastidio ricorrente che ti rimane appiccicato addosso per tutto il periodo invernale.

Ed è dura poi far fronte ai mille impegni, quando ti senti come uno straccio, coi movimenti rallentati e la mente in confusione.

Magari costretto a imbottirti con qualche farmaco per provare a risolvere in fretta il problema. O per lo meno ad attenuarlo.

È per questo che già in autunno cominciano a bombardarti su tv e giornali con rimedi più o meno naturali.

Molto spesso questi prodotti vengono reclamizzati con proclami sensazionalistici e promesse ridicole e irrealizzabili.

“…Il frutto che raddoppia le difese!” 

“…Ti salva dall’influenza!” 

“Il rimedio che elimina tosse catarro e mal di gola in pochissimi minuti!”

“Il rimedio che cura bronchite, tosse e mal di gola meglio dei farmaci!”

“Il rimedio che cura raffreddore e influenza in poche ore e rinforza le ossa” (Addirittura! Questo vince su tutti!)

Oppure, quando vantano proprietà più equilibrate, hanno scarsi studi di supporto o controversi. Cioè alcuni a favore dell’efficacia, altri contro. Ma tanto, perchè dovrebbero dirtelo?

E poi c’è da dire che anche quei rimedi naturali che sembrano sicuri, sotto sotto possono nascondere delle insidie.

Prendi l’echinacea, una delle piante che spesso vengono consigliate. Ci sono alcune preparazioni che funzionano meglio, altre peggio. Gli effetti poi, quando ci sono, non sono così rilevanti. Da alcuni studi emerge inoltre una diminuzione di efficacia dopo 8 settimane. E infine può dare allergie e arrossamenti della pelle.

Ma quanti ti rivelano queste cose?

La propoli stessa, molto famosa, ha evidenze non ancora così chiare sulla sua azione benefica. Ed è una delle sostanze naturali più a rischio di allergie, con possibilità di dare anche irritazioni alla pelle e alle mucose.

Insomma non è proprio tutto oro quello che luccica da tempo in tv e negli articoli sul “naturale” che stanno riempiendo le riviste e il web.

Perciò spesso devi sperare che almeno in erboristeria o in farmacia ti consiglino bene su qualche buon rimedio naturale. Ma anche lì, quanti ti danno informazioni dettagliate su studi di supporto e sicurezza dei rimedi?

Cioè qualcosa di più di un semplice: “Prenda questo, è buono vedrà”

Tra le sostanze invece, che ultimamente stanno attirando l’attenzione della scienza, ci sono proprio i betaglucani dei funghi medicinali e dei lieviti.

Molti studi a riguardo.

Ma è anche vero che spesso queste sostanze benefiche chiamate betaglucani, sono intralciate nella loro azione da proteine o zuccheri a cui sono legate in quegli organismi viventi.

Ecco perchè un betaglucano opportunamente estratto e purificato, potrebbe avere un’azione potenziata a vantaggio della nostra salute.

Ed ecco perchè hanno deciso di verificare questa azione anche su dei giovani studenti di medicina.

A metà di essi è stato dato il placebo, invece della sostanza naturale. Per poter confrontare i risultati.

Quindi, in sintesi, ad ognuno di loro è stata data una compressa o di betaglucano o di placebo, senza però che venissero a conoscenza di quale fosse delle due.

Perchè sapere di aver preso o meno la sostanza benefica, può condizionare psicologicamente i ragazzi e anche i risultati finali.

Per ben 3 mesi è andato avanti l’esperimento.

Alla fine dei 90 giorni il gruppo di studenti che aveva preso il betaglucano, aveva riportato meno giorni con sintomi di infezioni alle alte vie respiratorie.(1)

Come vedi, nessun risultato miracoloso. Nessuna pozione magica che protegge tutti e in pochi minuti da ogni malanno, come spesso vengono presentati ingannevolmente, altri prodotti.

I veri risultati che ci si possono aspettare da rimedi naturali efficaci, sono quelli mostrati da uno studio così!

Non sono realistici quegli effetti magici che ti vengono falsamente promessi da certi prodotti!

Addirittura in grado di renderti totalmente immune e inattaccabile da microbi e germi (…in pochi minuti)

Invece l’azione concreta e misurabile che ha dimostrato questo betaglucano, è stata di ridurre sensibilmente i giorni in cui i soggetti testati hanno avuto il raffreddore o sono stati male.

Quindi meno momenti in cui sei costretto a piegarti soffiando dentro a uno dei mille fazzoletti che ti gonfiano le tasche o la borsa.

Meno giorni in cui giri col naso gocciolante e perennemente screpolato.

Meno giorni in cui lavori con gli occhi socchiusi e intontito per il peso che hai sulla fronte e per le notti in cui hai dormito malissimo.

Ma anche meno giorni in cui al raffreddore si sommano gli altri malanni e in cui tutto e tutti ti danno un fastidio terribile.

Se vuoi verificare su di te come ridurre sia il numero di fazzoletti consumati, sia i giorni in cui ti trascini rintronato fino a sera, puoi affidarti alla semplice integrazione quotidiana di un betaglucano così.

Che deve però essere opportunamente biopotenziato.

Cioè:

  • Purificato come nello studio visto, in modo tale da attivare facilmente i globuli bianchi che difendono l’ organismo;
  • Con un dosaggio uguale o superiore a quello usato negli studi sull’uomo (250mg)
  • Inserito in compresse studiate per concentrarne il principio attivo ed impedirne una rapida alterazione.

Perciò senza quelle sostanze o impurità che ne frenano l’azione e senza i sottodosaggi e le preparazioni scadenti che annullerebbero la sua utilità.

Un prodotto studiato e realizzato con queste caratteristiche, lo puoi trovare qui  ==> http://www.bioeleva.com/prodotto/immunoeleva-betaglucano-biopotenziato/

 


(1) R. Fuller “Influence of yeast-derived 1,3/1,6 glucopolysaccharide on circulating cytokines and chemokines with respect to upper respiratory tract infections” Nutrition 28:665-669