Sfoglio lentamente una delle tante riviste che puoi trovare in edicola, dedicate ai rimedi naturali.

La sensazione è quella di entrare in un giardino incantato.

Esclamazioni piene di entusiasmo e promesse rassicuranti invadono i titoli delle pagine.

Passando da un articolo all’altro scopro come “evitare le varici”, “risolvere i reumatismi”, “sciogliere le contratture”, “fortificare le arterie”, “sfiammare tutte le mucose”, fino ad arrivare a “ripulire il sangue” e ad usare un trattamento che addirittura “è meglio degli antibiotici.”

Se poi mi addentro in rubriche più specifiche, trovo anche “gli infallibili rimedi della tradizione…” o “…come guadagnare 10 anni di vita…”

E sotto ogni promessa c’è una pianta, un fiore, un estratto miracoloso.

Gli articoli sono ricchi di dettagli, di foto, di disegni pastello, caldi e invitanti.

Di ogni pianta è tutto bello, tutto utile e ne basta poco: “solo qualche goccia di olio essenziale”, “due o tre foglie in acqua calda”, “una compressina di estratto secco…”

Ti è mai successo di sfogliare riviste così? O leggere articoli on line dal tono sognante e pieni zeppi di promesse allettanti?

La sensazione può anche essere piacevole, ci si sente quasi accarezzati dai petali di alcuni fiori e sfiorati dalle fronde di certi alberi.

Eppure è tutto troppo festoso, promettente, gioioso e rassicurante. Tutto troppo bello. 

Non è solo questione di una certa mia diffidenza all’italiana che teme l’imbroglio dietro a cose così luccicanti e splendenti.

Il problema è che sembra proprio il Paese dei Balocchi dei rimedi naturali.

“Questo paese non somigliava a nessun altro paese del mondo… Nelle strade, un’allegria, un chiasso, uno strillìo da levar di cervello!“ -Pinocchio. 

Anche qui, in questa rivista, è tutta una festa! C’è una distesa allegra di piante che ti urlano gioiose quanto bene ti fanno!

Queste erbe non hanno un’ombra, un problema, un’incertezza, neanche a cercarla.

Vale a dire che i loro benefici sono descritti come infallibili e sicuri. I vantaggi sono sempre certi e inequivocabili. Anche se le quantità da assumere sono spesso imprecise: prendi 2-3 manciate…qualche foglia…3 capsule (senza dire da quanto)…

Tutto molto poetico, ma penso che anche tu, come me, vorresti ricavare qualcosa di utile per la tua salute dalla lettura di certi articoli sui rimedi naturali. E non solamente belle sensazioni.

Allora leggo, ad esempio, che l’olio essenziale di arancio ha un effetto calmante contro i disturbi nervosi e l’insonnia. E giù tutta una serie di vantaggi senza precisare altro.

Tutto molto rassicurante, interessante e…impreciso. Roba da paese dei balocchi.

Nella realtà, invece, dovresti anche poter leggere: bisogna vedere da dove è stato estratto l’olio essenziale. Perché l’attività ansiolitica è stata dimostrata per quello ricavato da foglie e fiori. Mentre addirittura si è visto che l’olio estratto dalla scorza del frutto ancora acerbo, può essere ricco di sinefrina, una sostanza cardio e neurostimolante. Tutt’altro che sedativa!

E questo è solo un esempio.

Che succede dunque?

Succede che il giardino dorato e incantato è un’illusione, come lo era il paese dei balocchi. Mentre là la festa tutto l’anno non era reale, qui, tutte queste piante che sprizzano benefici e vantaggi alla salute sono sommerse da esagerazioni belle e buone o imprecisioni enormi.

Infatti spesso alcuni vantaggi, nella realtà, sono deboli oppure non sono ben dimostrati e verificati dalla scienza. Anche quelli che magari vengono tramandati da lunghi periodi di tradizione.

Ma è così importante il riscontro scientifico? Non basta la tradizione popolare coi suoi anni e anni di utilizzo?

La tradizione va presa in considerazione, e molto. Ma va controllata e verificata da un punto di vista scientifico: per confermare certi benefici, aggiustare un po’ il tiro su altri, o scoprire invece che alcuni proprio non ci sono. Anzi.

Come è capitato col Camedrio. Si usava come dimagrante e depurativo, ma dopo il controllo e il vaglio scientifico, si è dimostrato invece un vero e proprio veleno per il fegato.

Così come sono state trovate sostanze tossiche nella Borragine, Consolida e Farfara.

In fondo è di questo che bisognerebbe parlare: di sostanze presenti nelle piante, non della pianta in generale.

Infatti sono proprio certe sostanze ben precise, chiamate principi attivi, i responsabili dell’azione e del beneficio previsto per una certa pianta.

Ecco uno degli errori più grandi che oggi viene fatto coi rimedi naturali: quello di utilizzare dei prodotti a base di erbe, con quantità di principi attivi inferiori a quelle che hanno dimostrato di avere effetti benefici.

Cioè l’usare prodotti sottodosati.

Nel paese dei balocchi, però, è meglio non parlare di tutto questo.

Perché?

A chi fa comodo pubblicizzare il Paese dei balocchi dei rimedi naturali, così vago e impreciso sui principi attivi?

Come mai riceviamo questo martellamento di informazioni imprecise sui rimedi naturali?

Forse una ragione poco simpatica c’è.

Se ci convinciamo che l’importante è solo la pianta e ciò che conta è che sia scritta nel tal prodotto,  ci possono essere venduti rimedi naturali sottodosati, scadenti, poco precisi nelle quantità. Ma con più margine di guadagno per chi li produce.

Nel paese dei balocchi non conta la precisione delle informazioni e nemmeno la giusta quantità di principi attivi. L’importante è dipingere tutto di bello.

Così vengono tranquillamente venduti rimedi senza quei dosaggi testati positivamente negli studi scientifici.

Un’ultima cosa.

I principi attivi, oltre ad essere in quantità sufficienti, devono anche essere assorbiti nel nostro corpo per poter portare reali benefici. E non è sempre così scontato.

La curcuma, ad esempio, con tutte le sue sostanze, fa veramente fatica ad essere assorbita dal nostro organismo.

Non basta dire: ne prendo un po’, per assicurarsi la sua azione benfica.

Ma soprattutto occorre fare riferimento alla curcumina, come suo principio attivo fondamentale.

Inoltre la curcumina deve essere assorbita in quantità sufficienti, (e così com’è non ce la fa). E rimanere abbastanza tempo nell’organismo per agire.

Ecco perché, proprio riguardo la curcuma, è meglio non accontentarsi di usare un prodotto da Paese dei balocchi, dove magari c’è scritto solo il nome della pianta. O dove la curcumina è poco assorbibile o rimane pochissimo nell’organismo.

Per questo noi abbiamo adottato un sistema naturale di potenziamento dell’assorbimento e della biodisponibilità della curcumina per formulare un prodotto adeguato.

Proprio per poter far arrivare la curcumina in quantità sufficienti in quei punti del corpo dove agisce in maniera salutare. Come si è visto dagli studi effettuati sull’uomo, con dosaggi adeguati.

E così è nato il  prodotto che puoi vedere quahttps://www.bioeleva.com/prodotto/vitaeleva-curcuma-biopotenziata/

Senza le illusioni del Paese dei Balocchi.